Il nuovo tecnico nerazzurro, già sconfitto dal Milan, ha rotto con Eto’o e Sneijder spingendoli ad andare via

Gian Piero Gasperini

Gasperini ha già distrutto l’Inter. In poche settimane il nuovo tecnico nerazzurro ha già fatto i primi disastri, che hanno portato alla sconfitta in Supercoppa a Pechino contro il Milan anche per la scelta (a dir poco dubbia) di rinunciare ad alcuni big (a differenza di Allegri, che ha fatto giocare tutti i migliori e i nazionali “stanchi” li ha mandato poi in vacanza).

Senza scordare che in Supercopopa è stato lasciato in panchina sino a dieci minuti dal termine Pazzini, come lo stesso Pandev, per far spazio al primavera Faraoni e l’anonimo Castaignos.

Adesso, proprio in queste ore, si sta però per compiere il capolavoro di autentico masochismo calcistico di Gasperini, che spinge la società alla cessione di Wesley Sneijder e addirittura Samuel Eto’o.

L’olandese forse sarebbe partito comunque, per esigenze di cassa ma l’allenatore ha affrettato i tempi e accresciuto la voglia di addio all’Inter da parte del giocatore, provando a spostarlo in un improponibile ruolo che non è di Wesley: ovvero regista basso di centrocampo.

Ed eccoci a Eto’o che andrà in Russia a guadagnare una montagna di soldi: come fermarlo? E’ giusto che le cose vadano cosi, ma anche qui Gasperini ci ha messo del suo.     

Ricordate Ibra? Lasciò l’Inter quando il suo ciclo in nerazzurro sembrava avviato al tramonto. Incomprensioni, qualche litigio di troppo, prestazioni deludenti in Europa presupponevano una lacerazione imminente. L’offerta choc di Laporta arrivò al momento giusto e l’Inter vinse ben tre grandi trofei la stagione seguente.

Tutt’altro che al tramonto, invece, sembrava il ciclo di Eto’o all’Inter. Il “re leone” ha chiuso la scorsa stagione con 37 gol stagionali, sempre decisivo fino all’ultimo atto, quello della finale di Coppa Italia.

Anche qui proviamo a scindere gli aspetti, economico e sportivo. Per le finanze di Palazzo Saras, la cessione ai russi del camerunese sarebbe un’altro segno più importante sul bilancio. Una plusvalenza di una quindicina di milioni per un giocatore trentenne è una conquista di questi tempi. Discorso analogo per l’alleggerimento del monte ingaggi senza i 10 netti a stagione che guadagna Eto’o.

E dal punto di vista tecnico? A naso, è difficile trovare sul mercato un affare come 2 anni fa. Tevez- da mesi avvicinato all’Inter- non vale Eto’o e guadagna quasi come Eto’o. Per gli altri big del calcio mondiale- a livello del camerunese- bisognerebbe mettere sul piatto cifre importanti. Avrebbe senso?

Rimane un altro aspetto, quello tattico. Eto’o- per la prima volta da quando è a Milano- detta la sua condizione: il mio posto è al centro dell’attacco.  Niente posizioni esterne e, forse, stop ai sacrifici. Un problema per Gasperini alle prese con le pretese e, soprattutto, le peculiarità di Pazzini e Milito. Un guaio per un allenatore che non sa gestire i campioni e forse ha anche paura della personalità dei fuoriclasse, magari anche simpatico ma inadatto a una grande squadra come l’Inter.

In soldoni, 2 ragioni su 3 spingono verso la cessione: quella economica e quella dell’aut aut di Gasperini sulla posizione in campo. Purtroppo per Moratti  incideranno eccome sui risultati in campo.  Dove Eto’o ha garantito, senza soste, gol decisivi per 2 stagioni. Gasperini invece si avvia a garantire solo una cosa: l’esonero di se stesso, che rischia di avvenire molto più in fretta delle previsioni.

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