Forti perdite in avvio di seduta, poi il recupero: Milano frena i ribassi. Listini asiatici giù, parte bene Wall Street

Borse ancora in calo

Le Borse europee tornano a sprofondare in avvio e poi recuperano in un’ennesima seduta ad altissima tensione per gli operatori del settore. Il tutto dopo che ieri Wall Street ha registrato cadute a precipizio, con la peggiore seduta fin dalla fine del 2008. Nel Vecchio Continente le cose non vanno meglio: Francoforte – arrivata a cedere oltre il 6 % – segna -0,4%, Amsterdam cede l’1,63 %, mentre passano in positivo Londra (+0,4%) e Parigi (+0,8%). Diverso il discorso per Milano, dove Piazza Affari azzera le perdite e tenta il rimbalzo a metà seduta con il Ftse Mib che sale dello 0,3%. Gli indici hanno recuperato al termine di mattinata di nuovo all’insegna delle volatilità, segnata, come la vigilia, da uno sprint poco dopo l’avvio in lieve rialzo, e da un tonfo al termine della prima parte della mattinata (con il Ftse Mib che ha segnato un nuovo minimo dell’anno).

Milano è il listino che va meglio in Europa e ha poi significativamente ridotto i ribassi mentre si avvicinava al giro di boa della metà seduta, spinta dal buon andamento del comparto bancario. Nonostante l’andamento sconfortante di quasi tutte le piazze del Vecchio Continente , da Bruxelles si getta acqua sul fuoco: «L’Europa mostra evidenti segnali di ripresa economica – sottolinea un portavoce della Commissione Ue – bisogna guardare ai fondamentali oltre che all’andamento dei mercati».

Se non altro sull’Italia prosegue l’apparente attenuazione delle tensioni e dei rendimenti sui titoli di Stato, che hanno registrato un netto ripiegamento ieri tra crescenti attese di un intervento calmierante anche sui bond di Italia e Spagna da parte della Bce. Su queste emissioni le tensioni si evidenziano appunto sui livelli dei rendimenti, che sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo: se questo viene abbassato da vendite i tassi retributivi ne risultano aumentati, e viceversa.

A tarda mattina i rendimenti sui Btp decennali si attenuano al 5,19 per cento (venerdì scorso avevano raggiunto un record del 6,40 per cento) e il differenziale, o spread sui Bund della Germania – presi a riferimento per la loro solidità – si ridimensiona a 289 punti base, secondo i dati Tradeweb (venerdì lo spread aveva toccato un record a 413 punti base).

Sui mercati azionari però è caduta a precipizio, in una nervosissima attesa degli esiti della riunione del direttorio della Federal Reserve, la banca centrale americana. Mentre sale la paura di una ricaduta in recessione degli Stati Uniti, e di un pesante rallentamento, vedi arresto, o peggio, di tutta la ripresa globale, salgono anche le aspettative di una nuova tornata di acquisti di titoli finanziari da parte della Fed. Un Quantitative Easing III, finanziato mediante l’emissione di nuova moneta.

Ieri il Dow Jones ha chiuso crollando di oltre 600 punti, un meno 5,55 per cento, e nemmeno oggi sembrano profilarsi stabilizzazioni: a oltre quattro ore dall’avvio di seduta oltre Atlantico, i contratti futures sul DJ calano dell’1,11 per cento, i futures sul Nasdaq del 1,03 per cento. A New York il barile di petrolio è precipitato fin sotto gli 80 dollari: a quota 77 il Wti, mentre a Londra il barile di Brent è ridisceso a 100 dollari. Sale soltanto l’oro, il bene rifugio per eccellenza che ha stabilito un nuovo ennesimo record a 1.772 dollari l’oncia.

In attesa del vertice della Fed di questa sera, la Borsa americana riprende slancio: il Dow Jones guadagna il 2%, il Nasdaq il, 2,4 %. Questo dopo la giornata da incubo di ieri, dove Wall Street ha perso il 5,49 % nelle peggiore seduta negli ultimi tre anni. Il Cboe Volatility Index è salito del 50% a 48.

Per i trader, i guadagni di stamani sono un rimbalzo rispetto al massiccio sell-off di ieri. Il Fomc della Federal Reserve si riunirà oggi e diffonderà un  comunicato nel pomeriggio (dopo le 20 in Italia), senza tenere una  conferenza stampa. Comunque, gli investitori non pensano che la Fed promuoverà un  altro round di alleggerimento quantitativo nel prossimo futuro, ma  continuerà nella sua politica monetaria espansiva.

Non si spezza il circolo vizioso e in Asia la giornata dei mercati ricomincia sprofondando un po’ di più. In due settimane sono stati cancellati dalle Borse 7.800 miliardi dollari. Il bilancio della seduta poteva essere peggiore ma sul finale alcuni indici come Tokyo (-1,68%) e Taiwan ( -0,79%)sono riusciti a recuperare o almeno a limitare le perdite.

Sidney addirittura rimbalza sulla scia delle azioni del governo di Taiwan e della Corea del Sud per limitare il declino, comprando loro stessi azioni attraverso dei fondi. Crolla invece la Borsa di Hong Kong, che si conferma maglia nera tra le piazze asiatiche. Dopo aver ridotto le perdite al 3% a metà giornata, l’indice Hang Seng, in coincidenza con l’inversione di rotta delle borse europee, ha chiuso la seduta con un ribasso del 5,66%.

«Il mondo è davvero peggiorato del 10, 12, 15 per cento nelle ultime 48 ore? Io non la penso così – afferma il miliardario Wilbur Ross – comprando a questi prezzi in un paio d’anni si rivelerà un’esperienza unica e gratificante». Ora l’attesa è tutta per la riunione della Fed da cui in molti si attendono, o sperano, aiuti di stimolo.

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