La figlia del Premier parla a ruota libera della sua love story con il bomber del Milan: “non è un colpo di testa”

Pato e Barbara Berlusconi

Forse da una manager laureata in Filosofia, considerata l’intellettuale di famiglia, non ci si aspettava un calciatore per fidanzato. «Che ipocrisia: perché dovrei scegliere il mio compagno secondo un cliché? Preferisco assecondare le mie impressioni. E il mio cuore».

Lui è Alexandre Pato, 22 anni non ancora compiuti, brasiliano, attaccante del Milan. Lei è Barbara Berlusconi, 27, che siede nel Cda della società di calcio di famiglia, e che da qualche mese fa coppia con il campione. A Vanity Fair, che le dedica la copertina del numero in edicola da mercoledì 10 agosto, racconta per la prima volta come è iniziata la love story, e come è finita — dopo dieci anni d’amore – quella con Giorgio Valaguzza, padre dei suoi figli, Alessandro e Edoardo.

«La separazione è stata un passaggio doloroso per tutti. Ma sia io che Giorgio abbiamo sempre dato il massimo: evidentemente non è bastato e doveva andare così. Siamo cresciuti insieme, io avevo 16 anni e lui 22. Con il passare del tempo ci siamo formati, siamo cambiati nel carattere e nelle aspirazioni. Dopo dieci anni ci siamo ritrovati più maturi, ma distanti».

Da mesi la sua relazione con Alexandre Pato riempie le copertine. Era pronta a incontrare un nuovo amore?
«No, ma è successo. Questa relazione non è un colpo di testa».

Allora è una cosa seria?
«Se non fossi innamorata, non starei con un uomo».

Come vive questi momenti?
«Sono felice. Alexandre è una persona con cui è bello condividere».

Barbara e Pato a Rio de Janeiro: le foto

È arrivata al Milan e poco dopo ha cominciato a uscire con uno dei suoi campioni. Una mossa azzardata?
«Mi sento una ragazza normale che si innamora di un ragazzo che la colpisce. Non ne farei una questione di status o di etichetta violata. Forse alle scelte di noi donne si applicano categorie di giudizio differenti. Ma se avrò commesso un errore lo scoprirò da me: non posso certo vivere secondo i criteri che altri si arrogano di scegliere».

Suo fratello Piersilvio avrebbe detto di recente che Pato è incedibile perché è «uno di famiglia».
«Tutti sono cedibili, Pato non fa differenza».

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