Segnali di ripresa dopo il via libera della Bce all’acquisto dei Btp. Il G7: daremo liquidità ai mercati

i mercati finanziari

Sospiro di sollievo sui mercati dopo la grande paura. Le Borse europee sono tutte in territorio positivo, in seguito al comunicato congiunto franco-tedesco e l’annuncio della Bce di un prossimo intervento sul mercato secondario per acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli.

Se a Londra, Parigi e Francoforte i guadagni sono contenuti (nell’ordine di mezzo punto), rimbalzano invece Milano e Madrid. Piazza Affari vola oltre il +4%. Bene anche la Spagna. A Madrid e Milano brillano i bancari. In difficoltà invece i titoli delle materie prime, che scontano i timori per una recessione della principale economia mondiale, che si potrebbe allargare al resto del mondo.

Notizie incoraggianti arrivano anche dai buoni del Tesoro: si riduce infatto lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. Il differenziale, che venerdì era volato sopra 400 punti, è sceso sotto i 300 punti. La forbice tra i titoli decennali spagnoli e quelli tedeschi è a 281 punti. Male invece le Borse asiatiche. Tokyo ha chiuso oggi a meno 2,18%, Seoul a meno 3,82% e Sidney a meno 2,9%. Forti le perdite anche a Hong Kong, dove si registra -3,4%; la Borsa di Mumbai ha perso il 3% nel corso delle prime contrattazioni, sulla scia delle altre piazze.

Dopo l’annuncio della Banca centrale europea (Bce) del prossimo acquisto di bond europei, l’euro ha recuperato sul dollaro questa mattina a Tokyo, toccando 1,4321 contro 1,4281 di venerdì sera a New York. Il biglietto verde si è indebolito anche nei confronti dello yen ed è stato scambiato a 77,8 Yen.

Anche il prezzo del petrolio ha registrato forti ribassi: il barile di “light sweet crude”, con consegna a settembre, ha perso 2,48 dollari, toccando gli 84,40 dollari, mentre il Brent del Mar del Nord, con consegna a settembre, ha ceduto 2,48 dollari, a 106,89 dollari. Il principale bene rifugio ha invece toccato un nuovo record sul mercato di Hong Kong, superando per la prima volta il tetto di 1.700 dollari l’oncia.

Le decisioni adottate dal G7 e dalla Bce non hanno intanto rallentato la corsa al rialzo dell’oro che, sulla scia del taglio del rating sul debito Usa imposto tre giorni fa da parte di Standard&Poor’s, ha fatto segnare un nuovo record sui mercati asiatici, scavalcando la soglia dei 1.700 dollari l’oncia: a Hong Kong il metallo giallo ha infatti toccato il prezzo di 1.704,30 dollari l’oncia, confermando la corsa degli investitori al classico bene-rifugio.

Il G7 è pronto a fare tutto il necessario per assicurare la stabilità dei mercati. E accoglie «favorevolmente» le ulteriori misure decise da Italia e Spagna, che stanno sperimentando tensioni che non riflettono i fondamentali. I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali dei Sette Grandi si riuniscono d’emergenza, in conference call, «alla luce delle nuove tensioni» sui mercati, con la crisi del debito in Europa e il downgrade degli Stati Uniti deciso da Standard & Poor’s. E cercano di riportare fiducia sui mercati, che con la perdita della tripla A degli Usa, si trovano ad affrontare il test maggiore dal collasso di Lehman Brothers.

«Accogliamo favorevolmente le decise azioni prese negli Stati Uniti e in Europa», afferma il G7 nel comunicato diffuso dopo la riunione e poco prima dell’apertura della Borsa di Tokyo. I ministri e i governatori ritengono che il piano approvato dagli Stati Uniti si tradurrà in una «sostanziale riduzione del deficit nel medio termine». Per l’Europa il G7 accoglie con favore le decisioni del vertice europeo del 21 luglio e chiede «una rapida e completa attuazione degli accordi raggiunti. Accogliamo favorevolmente le dichiarazioni in questo senso di Francia e Germania. E accogliamo favorevolmente le dichiarazioni del consiglio direttivo della Bce».

«Le tensioni sperimentate da Italia e Spagna non riflettono e non cambiano le fondamentali garanzie. Accogliamo favorevolmente le ulteriori misure annunciate da Italia e Spagna per rafforzare la disciplina fiscale e sostenere la ripresa dell’attività economica e la creazione dell’occupazione. I leader dell’area euro hanno indicato chiaramente che il coinvolgimento del settore privato in Grecia è una misura straordinaria dovuta a circostanze uniche che non sarà applicata a nessun altro paese dell’area euro», recita il comunicato.

La riunione del G7 fa seguito a quella straordinaria del consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce), che ha dato luce verde al piano di acquisti di bond. Il G7 accoglie con favore l’impegno della Bce e le «azioni decise» di Stati Uniti ed Europa per affrontare la crisi del debito. I ministri e i governatori dei Sette Grandi assicurano di essere pronti a sostenere la «stabilità economica e finanziaria» con, se necessario, iniezioni di liquidità e, se necessario, interventi coordinati sui tassi di cambio.

«L’eccessiva volatilità e movimenti disordinati dei cambi hanno implicazioni avverse per la stabilità economica e finanziaria. Ci consulteremo strettamente su azioni sui mercati dei cambi e coopereremo in modo appropriato» afferma il G7 nel comunicato diffuso dopo la riunione d’emergenza e poco prima dell’apertura della Borsa di Tokyo. «Restiamo impegnati a prendere azioni coordinate se necessario per assicurare – evidenzia il G7 – liquidità e sostenere il funzionamento del mercato finanziario, della stabilità finanziaria e della crescita economica. Queste azioni, insieme agli sforzi per la disciplina di bilancio renderanno possibile la sostenibilità fiscale nel lungo termine».

La Bce ha promosso le misure aggiuntive decise dall’Italia e dalla Spagna e chiede che siano attuate subito. Al termine della riunione straordinaria del Consiglio direttivo, l’Eurotower ha annunciato: «Interverremo attivamente sul programma sui titoli di stato (l’acquisto di titoli sul mercato secondario, ndr)». E gli acquisti, secondo il Wall Street Journal «saranno massicci». Il consiglio direttivo della Bce ha accolto «favorevolmente gli annunci fatti dai governi di Italia e Spagna rispetto alle nuove misure e – si legge in una nota – alle riforme nei settori del bilancio e delle politiche strutturali».

Il Consiglio considera «una decisiva e veloce attuazione da parte dei due governi come essenziale per aumentare sostanzialmente la competitività e flessibilità delle loro economie e ridurre rapidamente i deficit pubblici». Apprezzando la posizione congiunta di Francia e Germania di portare avanti l’accordo Ue del 21 luglio scorso per il salvataggio della Grecia e il ruolo del fondo Efsf salva stati, la Bce dà luce verde al programma di acquisto di titoli di Stato senza citare i paesi interessati.

L’Eurotower ricorda che il programma di acquisto titoli è stato creato per aiutare a ristabilire una migliore trasmissione delle decisioni di politica monetaria e assicurare la stabilità dei prezzi nell’area euro. In una altrimenti sonnacchiosa domenica d’agosto, trasformata in una giornata di febbrili contatti fra governi e banche centrali, il Consiglio direttivo della Bce doveva decidere se varcare il Rubicone, muovendosi per calmare un mercato dei titoli di stato che rischia di avvitarsi in una spirale senza fine.

Nella mattinata il presidente Jean Claude Trichet aveva ammonito di volere una decisione chiara e di tipo “politico” dal Consiglio direttivo. Dopo la richiesta formale fatta al governo italiano e accolta in meno di 24 ore dall’esecutivo di Roma, di anticipare il pareggio di bilancio di un anno dal 2014 al 2013, il quadro era cambiato rispetto alle perplessità espresse da alcuni componenti del board nei giorni scorsi. Anche la Spagna ha annunciato misure aggiuntive da approvare entro un mese chiedendo in cambio alla Bce di fare il suo dovere per calmare i mercati.

In serata è arrivata poi la nota congiunta di Francia e Germania che apprezzava le misure varate dall’ Italia (e dalla Spagna) chiedendone però, con toni appena velati dalle forme diplomatiche, un’attuazione rapida e piena come condizione per ristabilire la fiducia dei mercati dando così un sostanziale via libera all’Eurotower.

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