Ministri a consulto nella notte, prima della riapertura delle Borse. Trichet: “Bce decida sui bond italiani”

mercati finanziari

I governi e le istituzioni si muovono per provare ad arginare la slavina sui mercati. Dopo il declassamento degli Usa da parte di Standard & Poor’s, i Paesi del G7 hanno deciso di tenere una conference call dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche.

Sono state fonti del governo giapponese a precisare che la riunione si svolgerà prima dell’apertura dei mercati asiatici, alle due di notte in Italia. Al termine dell’incontro potrebbe essere diffuso un comunicato. Intanto il Wall Street Journal, citando fonti dell’Eurotower, riferische che la Bce sarebbe pronta ad acquistare titoli di stato di Italia e Spagna.

In queste ore avvengono febbrili consultazioni tra i leader politici e finanziari nel timore di un nuovo tracollo delle Borse per le crescenti preoccupazioni sui debiti sovrani di Europa e Usa. In serata si è riunito anche il direttivo della Bce che dovrebbe decidere, anche secondo fonti Reuters, l’acquisto dei bond italiani e spagnoli; così che in apertura dei mercati, domani mattina, l’istituto europep e le banche centrali cominceranno l’acquisto di obbligazioni per tentare di evitare un nuovo tracollo.

La Bce ha riattivato il controverso programma di acquisto dei bond giovedì scorso, ma finora ha comprato solo piccole quantità di obbligazioni irlandesi e portoghesi. Nella notte italiana (la mattina in Asia) c’è già stata una conference call dei vice-ministri finanziari del G20.

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet, vorrebbe entro oggi un “sì politico” all’acquisto da parte dell’istituto centrale europeo di titoli di Stato italiani, scrive sempre la Reuters, citando fonti della Bce. Le medesime fonti precisano che, dopo la conference call che il Consiglio direttivo dell’Eurotower terrà oggi, non dovrebbe esserci nessuna comunicazione ufficiale.

L’agenzia Standard and Poor’s non intende invece modificare il rating di tripla “A” per la Francia. «Il rating francese è stabile», ha dichiarato oggi a France Inter Jean-Michel Six, capo economista di S&P per l’Europa, sottolineando che «leadership politica e buona governance» sono fattori essenziali per le decisioni di revisione del rating.

Scambio di accuse intanto dopo che Standard & Poor’s ha tagliato per la prima volta in 70 anni il rating degli Stati Uniti, abbassandolo dal massimo possibile a “Aa+”, un gradino più in basso. In attesa della prova del nove – l’apertura dei mercati di domani – quello che resta è la girandola di commenti dai quattro angoli del mondo.

L’agenzia di rating ha difeso il proprio operato, puntando l’indice contro l’incapacità dell’amministrazione e del Congresso americano di lavorare in modo costruttivo sulle questioni fiscali (la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il braccio di ferro sull`innalzamento del tetto del debito, con il default evitato per un soffio).

Casa Bianca e dipartimento al Tesoro hanno rispedito al mittente le accuse, la prima definendo il compromesso sul deficit «un passo necessario nella giusta direzione», mentre il secondo ha sollevato dubbi sulla «credibilità e l’integrità di S&P alla luce di una decisione non giustificabile in modo razionale e basata su un erore di calcolo da 2.000 miliardi di dollari» sull’andamento del debito americano nei prossimi dieci anni.

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