“Standard & Poor’s” boccia il piano Usa anti-default: il rating scende, Obama è una furia. Cina all’attacco

Barack Obama

L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha tagliato il rating Usa da Aaa a Aa+. L’agenzia ha motivato la scelta spiegando che il piano per la riduzione del debito approvato dal Congresso non è sufficiente per stabilizzare la situazione debitoria del Paese. Per l’amministrazione Obama la decisione è stata presa commettendo “errori profondi e fondamentali”. La Federal Reserve ha fatto sapere che non ci saranno conseguenze a livello finanziario.

S&P ha fatto sapere che oltre al downgrade ha deciso per un outlook negativo, evidenziando la possibilità di un ulteriore ribassamento del rating nei prossimi due anni. Simile downgrade ad Aa, spiega, sarebbe imposto se l’agenzia vedesse minori riduzioni di spesa rispetto a quelle che Congresso e amministrazione hanno concordato, maggiori tassi di interesse o nuova pressione fiscale in quel periodo.

La piccata risposta dell’amministrazione Usa è giunta attraverso fonti interne, che hanno parlato con la condizione dell’anonimato perché non autorizzate a rilasciare dichiarazioni pubbliche. Hanno spiegato che l’amministrazione ha ricevuto dall’agenzia di rating una bozza di documento ieri e, dopo averla analizzata, ne ha messo in dubbio la fondatezza.

Intanto, nel tardo pomeriggio di ieri (la notte italiana) e prima di partire per un fine settimana a Camp David, il presidente del Paese Barack Obama ha incontrato nello studio ovale il segretario al Tesoro Timothy Geithner.

La decisione di Standard & Poor’s di declassare il ratin g Usa “è la risposta alle spese alte di Washington che hanno creato incertezza e rischia di avere un impatto distruttivo sui mercati. Lo afferma lo speaker della camera, il repubblicano John Boehner. “Rimaniamo impegnati ad assicurare che gli Stati Uniti adempiano ai loro obblighi. “Continueremo a premere sui democratici per tenere sotto controllo il debito o il deficit”.

Pechino, a poche ore dal taglio del rating deciso da S&P’s, condanna la ”miope” disputa politica avutasi negli Usa sul debito. ”La Cina, il più grande creditore dell’unica superpotenza mondiale, ha tutto il diritto – si legge in un durissimo commento diffuso dall’agenzia Nuova Cina – di chiedere oggi agli Stati Uniti la soluzione dei problemi di debito strutturali e garantire la sicurezza degli asset cinesi denominati in dollari”.

I ministri finanziari del G7 si consulteranno telefonicamente questa sera o domani per discutere della situazione dei mercati. Lo rende noto una fonte diplomatica europea.

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