L’eruzione tiene in scacco l’aeroporto: la cenere ha reso necessaria la chiusura dello spazio di Fontanarossa

Etna

Ennesima eruzione dell’Etna e nuova chiusura temporanea dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. L’attività esplosiva del vulcano è cominciata ieri sera intorno alle 23 ed è andata avanti fino alle 2,30 circa della notte scorsa con il consueto repertorio di boati, altissime fontane di lava e una colata che si è riversata nella desertica Valle del bove.

E’ la quinta eruzione in meno di un mese. E questa volta, così come era accaduto il 9 luglio scorso, la gigantesca nube di sabbia e cenere emessa dal vulcano ha provocato qualche disagio al traffico aereo dell’affollatissimo aeroporto di Catania. Disagi limitati, grazie all’ora tarda in cui l’eruzione è iniziata e con il traffico notturno ridotto ai minimi.

Dalla mezzanotte di ieri a stamattina tuttavia sono stati cancellati 5 voli (arrivi e partenze), mentre il Torino-Catania è stato dirottato a Palermo. Cessata l’eruzione, con le prime luci del giorno i voli di questo cruciale primo weekend di agosto sono ripresi.

La nube vulcanica, monitorata la notte scorsa dall’unità di crisi riunita in aeroporto con il supporto degli esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, è stata spinta dal vento sul versante est dell’Etna. La sabbia è ricaduta nella notte soprattutto sui centri abitanti di Zafferana e Santa Venerina.

Grazie alle buone condizioni di visibilità migliaia di persone hanno assistito allo spettacolo dell’eruzione, visibile da tutta la costa orientale della Sicilia e dalla parte meridionale della Calabria.

Tra gli scienziati è opinione comune che questi frequenti episodi eruttivi preludano ad una grande eruzione, anche se nessuno è in grado di stabilire con certezza se e quando avverrà. In sostanza l’Etna si sta ricaricando di energia e il magma preme sempre più per fuoriuscire.

Uno scenario futuro potenzialmente pericoloso, sul quale lancia l’allarme il vicepresidente dei geologi di Sicilia Carlo Cassaniti: “Nessuna opera di informazione o prevenzione da parte delle istituzioni è stata fatta, come testimoniano i piani di protezione civile dei comuni etnei che riposano nei cassetti degli uffici, ma che per legge dovrebbero essere pubblicati e aggiornati nei rispettivi siti internet istituzionali”.

Secondo Cassaniti “non c’è prevenzione ai rischi geologici, manca ancora la cultura della prevenzione: i comuni etnei dovrebbero dotarsi di piani di protezione civile aggiornati e soprattutto pubblicare sul web tutte le informazioni necessarie alla popolazione”.

Eventuali variazioni, causate dall’attività del vulcano e da mutate condizioni meteo, saranno comunicate sul sito dell’aeroporto di catania, dove i passeggeri in arrivo e in partenza possono verificare in tempo reale l’orario dei propri voli anche dai dispositivi mobili Iphone e Ipad.

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