Compleanno tra le polemiche: i mercati sono in crisi ma lui festeggia con party da 300 ospiti a Rose Garden

Barack Obama

Non c’era Marilyn Monroe a cantargli «happy birthday mister president», anche perché le condizioni degli Stati Uniti consigliavano prudenza. Però la festa dei cinquant’anni, che Barack Obama ha celebrato ieri sera a Chicago, è diventata comunque un’occasione per fare polemiche e bilanci.

Polemiche, perché i suoi critici sostenevano che dopo la crisi del debito c’era poco da festeggiare. Bilanci, perché cinquant’anni sono una soglia importante nella vita di qualunque uomo, ma lo sono ancora di più per un presidente che era arrivato a Washington promettendo di cambiare il Paese, e fra poco più di un anno dovrà affrontare il giudizio degli elettori sui risultati raggiunti.

Anche senza Marilyn, la festa è stata un evento da ricordare. Nella Aragon Ballroom di Chicago hanno cantato Jennifer Hudson, il jazzista Herbie Hancock e anche la punk rock band Ok Go. Gli invitati hanno pagato fino a 35.800 dollari per sedersi a cena con Obama, perché era un compleanno, ma soprattutto una raccolta di fondi elettorali.

Un’operazione organizzata nei minimi dettagli, per raggiungere i sostenitori in ogni angolo del Paese. Il presidente, infatti, si è collegato via Internet con 1.167 case in tutta l’America, dove famiglie amiche tenevano party in suo onore. Una serie di surrogati, nel frattempo, erano partiti per partecipare a feste con lo stesso tema in giro per il Paese: il governatore Cuomo a New York, l’ex portavoce Robert Gibbs a Boston, il consigliere politico David Plouffe a Tampa, il guru elettorale David Axelrod a Los Angeles e Donna Brazile a Oakland.

I repubblicani sono subito andati all’attacco: solo due giorni fa ha firmato l’accordo sul debito, dicendo che l’economia è in crisi e la gente ha bisogno di lavoro, e adesso celebra il compleanno con miliardari e stelle dello spettacolo?

Forse era solo invidia, perché nel trimestre finito a giugno Obama aveva raccolto 86 milioni di dollari in finanziamenti elettorali, cioè circa il triplo di tutti i potenziali avversari del Gop messi insieme. Comunque la Casa Bianca ha risposto che il presidente aveva già annullato tre fundraiser in California, Seattle e New York, per seguire il negoziato sul debito, e non teneva un evento del genere dal 30 giugno. Per fare la guerra, diceva Napoleone, ci vogliono i soldi, e i soldi nella politica americana si fanno così.

Più complicato, invece, è il discorso sulle prospettive. Parlando con la «Pravda», a cui ha regalato l’intervista di compleanno, in cambio di una copia del 4 agosto 1961 con le trattative Krushiov-Fanfani in prima pagina, Obama ha fatto il bilancio del suo primo mezzo secolo: i fatti più importanti della sua vita sono stati il matrimonio e la nascita delle figlie; quelli più importanti per il mondo, invece, la fine della Guerra fredda, l’uguaglianza razziale negli Usa, la liberazione di Mandela, la primavera araba e Internet. Desideri per il futuro: più pace e crescita economica.

Quasi un programma per la campagna elettorale dell’anno prossimo, secondo il politologo conservatore Michael Barone: «Era stato eletto promettendo il cambiamento – dice – ma i risultati sono quelli che abbiamo davanti: un aumento delle dimensioni e degli scopi dello stato, che non ha risolto i nostri problemi economici. Forse questi guai li ha ereditati, ma nel 2012 gli elettori daranno a lui la colpa».

Michael Ledeen, ex consigliere di Reagan vicino ai neocon, lo attacca sulla politica estera: «Prometteva democrazia, ma non ha appoggiato le rivolte nel mondo arabo e non sta incoraggiato l’opposizione in Iran. Sono errori gravi. Non so dirvi chi vincerà nel 2012, perché manca troppo tempo, ma se le elezioni si tenessero oggi perderebbe».

Ha eliminato Bin Laden, per la verità, ma questo ormai è già dimenticato, di fronte alle difficoltà che restano in Afghanistan e in Iraq, dove il ritiro non sarà completo.

I suoi elettori sono delusi e potrebbero anche abbracciare un terzo partito, se solo ci fosse una personalità come Ross Perot in grado di affascinarli. Non c’è dubbio che l’impegno principale di Obama nei prossimi mesi sarà rilanciare l’economia, ma con l’impegno che ha preso a tagliare le spese non avrà molto margine.

Sul piano fisico, nonostante i capelli bianchi che affliggono ogni presidente, Obama è in forma: gioca a basket e Michelle lo giudica ancora «carino». È da sempre un «early achiever», uno che arriva prima degli altri. Dopo Ted Roosevelt e Bill Clinton, è il terzo presidente a compiere 50 anni in carica, ed è ancora più giovane del 72% dei deputati e dell’88% dei senatori. Ora deve solo trovare il modo di non diventare il primo presidente che esce dalla Casa Bianca a 51 anni, dopo un solo mandato.

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