Giallo sulla decisione di riunire in carcere madre e figlia accusate di aver ucciso in concorso Sarah Scazzi

Cosima Serrano e Sabrina Misseri

Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, accusate dell’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi, sono detenute nella stessa cella. La decisione spiegano dal carcere di Taranto è stata presa per motivi di sovraffollamento, previo ok della magistratura, ma la spiegazione è stata smentita dal legale di Sabrina, l’avvocato Nicola Marseglia. “La mia assistita me lo ha comunicato l’altro ieri – dice – e quindi la nuova sistemazione dovrebbe essere già operativa. Non si tratta di problemi di sovraffollamento”, precisa. Anche prima le due donne erano in cella doppia.

E’ giallo dunque sui motivi della decisione che in ogni caso sorprende. Il giorno del suo arrivo in carcere Cosima era stata sistemata in una cella lontana da quella della figlia ed erano stati smentiti possibili contatti.

“Sono venute meno alcune ragioni ostative e quindi l’amministrazione penitenziaria ha chiesto alle due donne se volevano essere sistemate nella stessa cella”, dicono dal carcere, precisando che madre e figlia già da diversi giorni, nelle ore di socializzazione, avevano avuto modo di stare insieme. Nelle ultime ore, però, la sezione femminile ha visto l’arrivo di alcune recluse da Pozzuoli e ora conta 38 detenute. Da qui l’esigenza di ‘ottimizzare gli spazi’ da parte della direzione carceraria e far fronte all’emergenza. 

La direzione carceraria – è stato spiegato – ha chiesto alla magistratura l’autorizzazione a inserire nella stessa cella Cosima e Sabrina, e dal Palazzo di giustizia è arrivato l’ok. Attualmente il carcere di Taranto ospita circa 650 detenuti, pur essendo stato costruito per una capienza di 250 reclusi.

Le due donne, insieme con altri 11 imputati, compariranno il prossimo 29 agosto davanti al gup del tribunale Pompeo Carriere per l’udienza preliminare.

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