Dal caso Rea ad altri misteri: quando la caccia al killer diventa un circo mediatico, tra sospetti e pseudo-scoop

il bosco delle casermette

Chi sarà mai l’assassino? L’assassino è quello con le scarpe gialle. E intanto le vittime alimentano i talk show, le pagine di quotidiani che, altrimenti, nessuno leggerebbe; i telegiornali, quando non hanno nulla da dire.

Giornalisti, reporter e cronisti, ansimano dietro ogni parola “non detta” da parte delle Procure che, più sprovvedute di quanto non possa essere il Ris, mantengono il riserbo, per modo di dire, su tutto ciò che non hanno tra le mani: le prove.

Persi tra i “vetrini” della Scientifica, gli esperti cercano “peli” della prova provata, mentre i genitori sanguinanti della vittima, hanno speranza.

Hanno speranza circa il lavoro degli investigatori, circa la Giustizia, circa la pietà di Dio…
E intanto, né gli investigatori, né la Magistratura men che meno Dio, vedono quanto poco rispetto e pietà non si stenda come un velo sopra queste povere e docili vittime.

Vittime uccise più volte dall’interesse che ruota intorno ai picchi di ascolto che lievitano i prezzi degli spazi pubblicitari. E tutti stretti in un unico anelito, vendere il più possibile, fanno a gara per accaparrarsi il proprio spazio a centinaia di migliaia di euro… già! Si parla della Rea! Stasera, tutti saranno lì.

Saranno lì a ridere o imprecare tra le vere o presunte lacrime del marito. Vittima… o assassino? Molto probabilmente entrambi. Già! Entrambi. Forse… uxoricida, ma certamente vittima della… “non opinione pubblica”.

Che ci perdonino le vittime uccise e i loro arrendevoli e giovani corpi orrendamente vilipesi! Perdonateci, ma noi non abbiamo molto altro… evidentemente. E intanto siamo lì a “salivare” con la nostra incoercibile sete dell’orrido e del macabro, tra le spire mortali di un’informazione disinformata, una Giustizia giustiziata e un Dio superlatitante mentre, circa l’assassino, non si conoscono altro che… le scarpe gialle.

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