La ragazza è stata colpita con una pietra, poi le coltellate: la morte dopo una lunga agonia al freddo

Yara Gambirasio

E’ a dir poco agghiacciante la ricostruzione di come molto probabilmente è stata uccisa Yara Gambirasio. Una botta in testa, le coltellate e l’abbandono al gelo.

La morte di Yara, secondo la perizia medico-legale affidata a Cristina Cattaneo, sarebbe avvenuta in tre orribili fasi. Le cause del decesso della ragazza, quindi, sarebbero state trovate. Diversamente dall’assassino, ancora a piede libero.

Una serie di fattori concomitanti, quindi, avrebbero causato la morte della sedicenne, avvenuta dopo una lunga agonia. Dunque il primo momento delittuoso è stato la botta ricevuta alla testa, probabilmente con una pietra, che l’ha tramortita. Successivamente le sei coltellate superficiali alla gola, alle braccia e sulla schiena, che le avrebbero lesionato la trachea provocando una crisi respiratoria. Ma “le coltellate potrebbero essere anche solo un pretesto per confondere le indagini”, indica una fonte investigativa. Il colpo mortale, però, l’avrebbe sferrato il freddo dell’inverno.

Sempre secondo la stessa fonte, infatti, “alla fine Yara è morta di stenti”. E con molta probabilità, molto lentamente.

Una svolta nelle indagini, che, si spera possa aggiungere nuovi indizi per l’individuazione del movente e, soprattutto, dell’assassino.

Intanto sono saliti a oltre 4mila i campioni di saliva prelevati per estrarre il Dna, a Brembate e nel circondario, ma anche in Calabria e in Puglia. Un numero senza confronti, così come quello degli interrogatori, delle intercettazioni, dei rilievi tecnici.

Si torna a parlare ma da tutt’altra angolazione del cantiere di Mapello più volte al centro delle indagini, ripetutamente puntato dai cani molecolari quando Yara Gambirasio era ancora una persona scomparsa da ricercare.

Durante i lavori a Mapello per la realizzazione di un imponente centro commerciale, le terre di risulta sono state trasportate alla cava Macogna, fra Travagliato e Cazzago San Martino, nel Bresciano.

Trasporto e scarico sarebbero avvenuti senza autorizzazione. Lo scorso febbraio i finanzieri del Gico (Gruppo investigativo criminalità organizzata) e gli uomini del Nita (Nucleo interforze tutela ambientale), su mandato dei pm della Direzione distrettuale antimafia Paolo Savio e Michele Stagno, hanno sequestrato diversi ettari della cava Macogna, rimorchi, escavatori, una pala meccanica.

Sono dodici fra imprenditori edili e autotrasportatori le persone denunciate per traffico e smaltimento di rifiuti non pericolosi. Fra le aziende toccate dall’inchiesta anche una di Gualtieri, in provincia di Reggio Emillia. Il nome del titolare è agli atti di una operazione condotta nel 2009 dalla Dda di Catanzaro che lo presenta come tenuto in scacco dalle cosche della ’ndrangheta nel Crotonese

Ultimo, solo in ordine di citazione, l’elemento determinante: il movente. L’ipotesi dell’aggressione a sfondo sessuale è sempre stata la più plausibile, ma gli esami sul profilo genetico rimasto sugli slip di Yara escludono che si tratti di liquido seminale. Perchè allora è stata uccisa Yara e per quale motivo in modo così barbaro?

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