Trasferimenti e cambi di gerarchie al vertice delle Fiamme Gialle dopo le indagini  P4 e il caso Milanese-Tremonti

Guardia di Finanza

La P4 è un “terremoto”, forse ancora solo allo stato embrionale. Intanto nella Guardia di Finanza, il “cambio” – ma meglio sarebbe dire, il “rimpasto obbligato” – è già arrivato. Facciamo il punto della situazione, per comprendere cosa è cambiato e, soprattutto. che sta succedendo.

I generali di corpo d’armata Michele Adinolfi, attuale capo di stato maggiore, ed Emilio Spaziante, oggi comandante interregionale dell’Italia centrale, capofila delle due “cordate” che si sono contese e tuttora si contendono la futura poltrona di Comandante generale vengono parcheggiati, da settembre, in incarichi innocui.

“Con la firma e il placet di Giulio Tremonti, che a verbale, aveva denunciato quelle cordate ai pm di Napoli, il Comandante generale Nino Di Paolo – scrive “Repubblica” – sgombera lo Stato Maggiore dagli ufficiali coinvolti nelle inchieste P4 e Milanese, ma soprattutto macchiati di subalternità alle diverse anime del centro-destra.

Adinolfi, indagato per rivelazione di segreto di ufficio nel caso Bisignani, trasloca da Roma a Firenze, dove assume, con “promozione” a far data dal 15 settembre, il comando interregionale della Toscana (gli fa posto il generale Marcello Gentili, che arriva a Roma, quale comandante interregionale).

Spaziante, il generale evocato nei verbali napoletani, creatura di Milanese e, a Milano, accusatore di Adinolfi per la fuga di notizie nell’inchiesta Mediolanum, lascia il comando interregionale del Lazio per atterrare al comando dell’Aeronavale. Vito Bardi, sin qui comandante interregionale in Campania e indagato con Adinolfi per rivelazione di segreto di ufficio nel caso Bisignani, comanderà l’Ispettorato degli Istituti di Formazione.

Il “movimento” consente a Di Paolo di portare nella stanza dei bottoni, come Capo di Stato maggiore, un uomo di sua stretta fiducia, Edoardo Valente, un generale, per unanime riconoscimento e storia professionale, fuori dalla mischia e con una robusta esperienza di comando generale (è stato sino ad oggi sottocapo di stato maggiore). Non solo.

Lascia il comando interregionale di Milano – si legge sempre su “Repubblica” – Daniele Caprino, ufficiale nelle grazie di Marco Milanese e della Lega, per approdare a Roma, nell’innocuo incarico di comandante in seconda. Mentre a Milano arriva il generale Vincenzo Delle Femmine, fino ad oggi nel gabinetto del ministro Tremonti.

Il giro di nomine, per altro, si accompagna alla fissazione di “nuovi” criteri di incompatibilità (in verità, già in passato, inutilmente chiesti da Padoa-Schioppa e Visco). Il comandante generale, «in pieno accordo con il ministro Tremonti», ha infatti stabilito che, di qui in avanti, non potrà esserci più nessuna “vischiosità” nella progressione in comando nell’ambito della stessa regione (chi ha comandato un nucleo di polizia tributaria, non potrà assumere l’incarico di comandante provinciale nella stessa città,e così via.

Il comandante provinciale non potrà diventare comandante interregionale nella stessa sede). Un modo per “spezzare” la «consuetudine dei salotti», che ha visto le carriere dei generali costruite e puntellate anche e soprattutto dalla benevolenza del governo locale delle regioni e delle città”.

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