Un’altra verità sugli orribili delitti che hanno terrorizzato Firenze e l’Italia negli anni ’70-’80

la storia del Mostro di Firenze

“Il mostro di Firenze” è il giallo che ha suscitato l’incubo italiano più grande, che ha visto impegnato nelle indagini il maggior numero di magistrati, di carabinieri e di agenti di polizia. A tutt’oggi, nonostante diversi processi, non si è arrivati a una soluzione definitiva di questo intricato mistero.

Prende forma la cosiddetta “pista sarda”. I delitti del mostro di Firenze sarebbero stati cioè opera di malavitosi sardi. Ad alcuni delitti avrebbe partecipato anche il contadino Pietro Pacciani, poi ritenuto il “mostro”.

I delitti sono stati compiuti, a quanto pare, da almeno 3 o 4 persone, uno spara, uno accoltella e due fanno da palo. Il gruppo aveva presumibilmente un leader, criminale affarista ma anche anche mente perversa.

Il Vinci bisex in questo senso è la figura perfetta. Gli omicidi vengono fatti per due ragioni: per divertimento sadico (“alla uno bianca”) e per marchiare del territorio (segnali di potenza e di controllo). I delitti iniziano nel ’68 uccidendo una donna legata al clan che “la dava” troppo facilmente e che screditava la reputazione del clan stesso. Viene fatto incolpare il marito demente, il quale probabilmente ha anche assistito al delitto.

Nel ’74 si decide di compiere un altro omicidio con le stesse modalità; dove i sardi fanno i loro affari non vogliono coppiette che copulano con guardoni annessi. A quel tempo, ancora il “fenomeno” mostro di Firenze non esiste. Passano altri 7 anni e il gruppo di assassini decide che sarebbe utile fare un altro delitto, le coppiette, nonostante il delitto del ‘74, si appartano sempre con la stessa frequenza. Con la loro storica beretta sarà anche un rivivere i brividi di una volta. Con questo delitto la componente di divertimento sadico inizia a prevalere.

Scoppia il caso mostro e il gruppo di amici/assassini non riesce più a fermarsi, tanto sanno che il loro clan li protegge. Tuttavia all’interno del clan ci sono molti malumori: quei 3 o 4 ci stanno prendendo troppo gusto e sono troppo deviati visto che hanno iniziato anche a mutilare le donne con la facilità con cui si tosano le pecore .

Qualcuno del clan cerca di mettere gli inquirenti nella giusta via senza però scoprirsi e passare come traditore; per il codice barbaricino il tradimento è una viltà che si paga con la vita. La segnalazione del processo di Mele apre la pista sarda. Finisce dentro Vinci, che sa dei delitti ma probabilmente non vi partecipa.

In questa vicenda alcune delle persone coinvolte fanno una brutta fine (Vinci, Malatesta, forse lo stesso Pacciani), alcune hanno fatto fare delle brutte fini (strani suicidi, omicidi, reati di tipo mafioso). 

Gli omicidi vanno avanti fino all’85, quando il nucleo dei killer si sfalda o qualcuno di più potente degli assassini li fa smettere perché adesso hanno davvero esagerato.  Ma è davvero così che sono andate le cose?

La verità sul mostro di Firenze è quella già avutasi in sede processuale o esiste ancora una storia occulta e tutta da scoprire?

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