Per la difesa dimostrano che l’assassino non è Parolisi: regolamento di conti con un’amante del marito?

Melania Rea

Sul corpo di Melania Rea ci sono capelli femminili che non sono della vittima. Lo dichiarano i legali di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell’esercito accusato dell’omicidio della donna, sostenendo che si tratta di un’ulteriore conferma dell’ipotesi di un’omicida donna.

«La consulenza medico-legale della Procura – affermano gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti – racconta che sul corpo della povera Melania sono stati ritrovati più capelli. I primi rilievi dicono che si tratta di capelli di donna ma che molto probabilmente, anche per la lunghezza, non appartengono a Melania. Ci chiediamo perchè, prima di arrestare Parolisi, questa fondamentale traccia non sia stata analizzata ed esaminata con l’urgenza del caso, tenuto conto anche del Dna femminile ritrovato sotto l’unghia di Melania. Questa evidente lacuna evidenzia un ulteriore macroscopico buco in un’indagine a senso unico sempre più fragile, sempre più ricca di palesi contraddizioni e di tanti, tantissimi dubbi».

Il delitto di Melania Rea, «più che un omicidio commesso da un marito, per la dinamica dell’aggressione sembra più un regolamento di conti fra donne». Lo psichiatra Alessandro Meluzzi, oggi ad Ascoli per seguire da vicino il caso della scomparsa del piccolo Jason che lo vede consulente della mamma, Katia Reginella, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un parere.

«La coltellate inferte in maniera disordinata fanno pensare a una mano femminile», ha aggiunto lo psichiatra, fornendo un ‘assist’ alla difesa di Salvatore Parolisi, in carcere per l’omicidio della donna. Meluzzi, giudica «poco probabile» una delle ipotesi formulate dai magistrato di Ascoli secondo cui Melania, al Bosco delle Casermette, dove è stata uccisa, si sarebbe abbassata pantaloni, collant e slip volontariamente, come ad offrirsi sessualmente al marito che in quel frangente – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe inferto le prime coltellate alla donna, colpendola alla schiena.

«Potrebbe essere stata poi organizzata quella scena, abbassandole gli indumenti», ha concluso Meluzzi. L’altra ipotesi della Procura è che la Rea si fosse parzialmente svestita per fare pipì.

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