Sadek scarcerato dopo l’accusa di omicidio dell’amico scomparso: “forse è vivo e ha deciso di sparire”

Cristofaro Oliva

In principio c’era la “paranza”, poi – per sua fortuna – è arrivato facebook, una sorta di muretto virtuale che alla fine gli ha consentito di lasciare il carcere.  Da lì, dalle tracce lasciate su fb è spuntato un alibi insperato: quella sera del 17 novembre del 2009 era a chattare con la fidanzata, non poteva (salvo colpi di scena, ndr) stare altrove, magari a tendere la trappola all’amico del cuore.

Diciotto anni compiuti, un figlio, una scarcerazione recente: Karim Sadek si racconta. È uno dei protagonisti dell’inchiesta sulla scomparsa di Cristofer Oliva, lo studente dell’area collinare svanito nel nulla due anni fa.

A soli diciannove anni, Cristofaro – chiamato anche Cristofer – scomparve dopo aver risposto alla telefonata di un amico: disse ai familiari che aveva un appuntamento sotto casa. 

Per quella vicenda, lo scorso gennaio, sono finiti in cella due amici di Cristofer: Fabio Furlan (oggi detenuto) e Karim Sadek, scarcerato di recente dopo tre mesi in cella, due in comunità, uno ai domiciliari.

Cristofaro sarebbe stato ammazzato nella stessa sera della sua scomparsa: i moventi, per il momento, risultano essere davvero inspiegabili o perlomeno futili.

Da un’intercettazione è emersa la forte gelosia di Karim verso Cris per delle ”eccessive” attenzioni rivolte dal giovane alla sua fidanzata Claudia.

Karim, all’epoca dei fatti 17enne, furibondo dopo aver appreso la notizia di una presunta uscita tra Cristofaro e Claudia, avrebbe scritto in chat: “Stasera vado a mettere il tritolo sotto la macchina di Cristofaro, poi nella notte entro in casa e lo ammazzo, gli taglio la gola. Ho preso due chili di tritolo, gli faccio esplodere tutto: giuro, non sto scherzando”. Queste  le parole di Karim, recuperate dai computer posti sotto sequestro dagli inquirenti.

Difficile decifrare, invece, il comportamento di Fabio, che qualche tempo prima era stato anche ospitato da Cris per un mese e mezzo in casa propria. 

Perchè è stato ucciso Cristofaro? Per quale motivo è stato fatto sparire? Ma soprattutto dov’è finito il suo corpo?

L’indagine per omicidio e sequestro di persona continua. Intanto ecco il racconto fatto ad un quotidiano da Karim Sadek, uno dei protagonisti della vicenda.

Chi era Cristofer?

«Era un amico, uno della ”paranza” che ho frequentato per un paio di anni. Uno studente che per non gravare sul bilancio familiare aveva messo su una piantagione di erba, così tanto per comprare una moto, andare a ballare».

Chi l’ha ucciso?

«Calma. Quello che sapevo di questa storia l’ho raccontato a giudici e pm. Il resto sono sensazioni: per me, la scomparsa di Cristofer resta un mistero in cui tante possibili piste restano aperte, compresa l’ipotesi di una sua volontaria sparizione. Ammesso che sia stato ucciso, insomma, non è detto che sia stato Fabio Furlan. Ma lei lo ha mai visto? Basso, mingherlino, Fabio non fa paura a nessuno. Avrebbe dovuto uccidere Cristofer e farne sparire il cadavere da solo? E se invece Cristofer fosse finito in una brutta storia, con gente violenta, capace di far sparire un corpo in pochi minuti? Se fosse scappato via da Napoli?».

S’indaga per concorso in omicidio con ignoti. Furlan avrebbe attirato in una trappola l’amico, facendosi aiutare da lei e da altri sconosciuti.

«Io non c’entro, i miei avvocati (i penalisti Orazio De Bernardo e Sebastiano Giaquinto) l’hanno dimostrato producendo il tracciato su Internet. Provo dolore per la scomparsa di un amico, ma ribadisco che questa vicenda è troppo grande per essere ricondotta a una storia tra tre o quattro ragazzi dello stesso gruppo».

C’era la gestione di un commercio di droga, poi gelosie tra fidanzatine: Fabio Furlan chiama Cristofer da un telefono pubblico, fissa un appuntamento, poi la scomparsa. Non ce n’è abbastanza per indagare nel giro di amicizie?

«E se Fabio voleva solo avvertire l’amico che si era messo in un pasticcio? E se oggi mantiene la consegna del silenzio per timore di subire vendette?”

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