Alla stazione romana lento ritorno alla normalità dopo il caos provocato dal rogo. La rabbia dei pendolari

caos alla stazione Tiburtina

Il giorno dopo l’incendio scoppiato alla stazione Tiburtina di Roma si sta faticosamente cercando di far tornare la circolazione ferroviaria verso la normalità anche se lo scalo resterà chiuso al traffico ancora per diverso tempo. Il rogo, con tutta probabilità innescato da un corto circuito, ha causato blocchi e disagi alla rete nazionale che ha, proprio nel nodo di Tiburtina, uno svincolo decisivo.

Martedì sarà garantito il 90% dei treni. Lo assicurano le Fs che spiegando che i Vigili del Fuoco hanno reso disponibili e utilizzabili per la circolazione ferroviaria i binari 4 e 5 di Roma Tiburtina. Questo permetterà fin da domani, spiegano, di ampliare il numero dei convogli in transito garantendo “l’effettuazione del 90% dei treni della media e lunga percorrenza consentendo progressivamente di adeguare l`offerta predisposta per fronteggiare la situazione a quella ordinaria prevista dall`orario estivo. Non verrà effettuata la deviazione di alcun treno, ad eccezione dei treni notte”.

Secondo le Ferrovie dello Stato, sarà consolidato, con un aumento dei treni in circolazione, il programma messo a punto ieri pomeriggio. Il programma riguarda i treni a media e lunga percorrenza normalmente in transito, arrivo o partenza da Tiburtina ed è pubblicato e consultabile on-line sul sito di Ferrovie.

Sulla FR1 (Orte – Roma -Fiumicino) la frequenza dei convogli sarà di un treno ogni 30 minuti, mentre sarà potenziata la composizione dei convogli nelle ore di punta. La FR 2 (Roma – Tivoli – Pescara) continuerà ad essere attestata a Roma Termini, anziché Tiburtina. Ieri su 137 treni a lunga percorrenza diretti a Roma, 24 (il 17,5% circa) sono stati deviati, 75 (il 55% circa) hanno viaggiato regolarmente, mentre 38 (il 28% circa) sono stati soppressi.

Intanto oggi il servizio sulla linea A e B della metropolitana si è svolto regolarmente: tutte le stazioni sono state aperte tranne quella di Tiburtina dove i treni della metropolitana transitano senza fare fermate. Sono inoltre attivi il prolungamento della linea 409 e il servizio navetta bus da Tiburtina a Bologna fino a cessate esigenze.

Un centinaio di persone ha invaso questa mattina i binari della stazione di Orte Scalo, in provincia di Viterbo, costringendo un treno ad alta velocità ‘Freccia Rossa’ diretto a Roma a fermarsi sul terzo binario. Il macchinista, non appena il convoglio è entrato in stazione, ha notato i pendolari sui binari ed ha immediatamente azionato i freni riuscendo a bloccare il convoglio a distanza di sicurezza. Non appena il ‘Freccia Rossa’ che viaggiava semi vuoto, si è fermato è stato preso d’assalto dai circa 600-700 pendolari in attesa di un treno per Roma. Almeno 400 sono riusciti a salire a bordo.

Le 250-300 persone che non hanno trovato posto sul treno ad alta velocità sono riuscite a partire per Roma poco dopo con un convoglio straordinario. Nel pomeriggio, tuttavia, la Polfer ha spiegato che non si è trattato di un blocco e che in realtà il convoglio, proveniente da Udine e diretto a Roma Termini, sia stato appositamente deviato su Orte per una fermata straordinaria. Si è creata un po’ di ressa per salire a bordo e non tutti i viaggiatori hanno usato il sottopasso ma hanno attraversato i binari.

E’ incendio doloso l’ipotesi di reato per la quale sta procedendo la procura di Roma. Al momento gli inquirenti sostengono che non è possibile fare alcuna ipotesi sulle cause dell’incendio, che ha praticamente distrutto la vecchia palazzina che ospitava la centrale di controllo della stazione ferroviaria (e che probabilmente adesso sarà abbattuta). Gli accertamenti sono a 360 gradi e variano dalla natura dolosa al corto circuito fino alla manomissione degli impianti. Fondamentale, per fare luce sul rogo, sarà accertare da quale punto si siano propagate le fiamme.

 Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha annunciato di aver “dato disposizione al Capo Dipartimento e alla Direzione generale competenti del Dicastero di nominare una commissione ministeriale d’inchiesta per accertare le cause che hanno provocato l’incendio presso la stazione Tiburtina di Roma”.

Chi, come i pendolari, non nasconde la sua rabbia è il sidaco Gianni Alemanno. “Mi chiedo come sia possibile che nel cantiere più importante d’Italia, nel cantiere vitale per la mobilità del nostro Paese non ci siano stati o adeguati controlli o adeguate prevenzioni rispetto agli incidenti – dice in un video registrato sul suo blog -. Questo non è possibile. Non possono essere i cittadini di Roma a pagare questa situazione e non ci possono non essere responsabili. Chi sbaglia, paga. Attendiamo chiarezza oltre che le Fs ripaghino gli investimenti e i costi che stiamo subendo per ridurre i disagi dei cittadini”.

“Il grave incendio alla stazione Tiburtina – prosegue il primo cittadino della capitale – pone grossi problemi a tutta la nostra città. Certamente dobbiamo essere contenti che non è stata una strage, che è avvenuto di giorno, che non ci sono stati morti, però l’idea che per un mese i cittadini di Roma avranno difficoltà a muoversi dalla Capitale in tutta Italia e dentro la città, è inaccettabile”. Alemanno tuttavia invita “tutti alla pazienza, alla responsabilità”. 

Con il rogo alla stazione Tiburtina “è come se si fosse ostruita un’arteria del corpo umano, o fosse saltato l’unico ponte tra due sponde”,  spiega, in una intervista alla Stampa, l’ex ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, secondo il quale il traffico tra Nord e Sud del Paese sarà “fortemente rallentato, alta velocità compresa e i disagi soprattutto per i pendolari ci saranno per mesi, avendo un impatto enorme anche sul traffico cittadino”.

“Non dico che in autunno sarà un inferno circolare per Roma, o almeno spero. Comunque – aggiunge – prepariamoci al peggio”. Peraltro, aggiunge il docente di Urbanistica, “il sistema di trasporti italiano non prevede affatto delle alternative. Certo sarà potenziato il servizio su gomma, ma nulla che possa essere paragonato al servizio reso dalla ferrovia”.

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