Il rogo alla stazione di Roma tiene in scacco il traffico ferroviario. Numerosi treni soppressi, altri a rischio

l'incendio alla Tiburtina

Fine luglio è uno dei momenti più intensi del traffico ferroviario. Ed è per questo che l’incendio alla stazione Tiburtina, nodo attraverso il quale passa la direttrice nord-sud, ha inevitabilmente causato molti disagi e forti ritardi. In serata le Ferrovie dello Stato hanno diffuso un comunicato che riassume la situazione attraverso i numeri.

Quasi il 30 per cento dei treni sono stati soppressi, mentre per quelli che sono riusciti comunque a partire (o a terminare il viaggio) si parla di ritardi compresi dalle due alle sei ore. Da Milano a Firenze, passando per Bologna, la scena si è ripetuta uguale. File di persone ai box informazione e tanti (troppi) col naso all’insù e lo sguardo rivolto ai cartelloni delle partenze, bivacchi e code alle biglietterie.

Le Ferrovie hanno dirottato la gran parte dei treni provenienti dal nord sulla direttrice tirrenica che raggiunge Roma da ovest mentre i Freccia Rossa sono comunque transitati attraverso gli unici due binari in funzione alla stazione Tiburtina. Secondo quanto confermano le Ferrovie, i treni regolari a fine serata sono 75 sulla rete nazionale, pari al 55 per cento.

Sono stati deviati 24 convogli, cioè il 18%, e sono stati soppressi 38 treni, pari al 28 per cento. Riflessi negativi sono attesi anche per i prossimi giorni. È lo stesso ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli a dichiararlo dopo essersi consultato con l’amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti.

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