Ennesima proposta dei centristi al partito del Premier: “uno di voi guidi governo di unità nazionale”

Casini e Fini

Nella prima convention nazionale del Terzo polo, tenuta a Roma, Pier Ferdinando Casini, Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Raffaele Lombardo hanno rilanciato la proposta di un governo di unità nazionale, che dia seguito a quella coesione mostrata dal Parlamento. Un governo che non sia però guidato da Berlusconi ma da una personalità espressa dalla maggioranza. E Fini ha rivolto un appello agli «amici del Pdl» a compiere il regicidio per evitare «l’agonia dell’Italia».

Il Terzo Polo descritto da Rutelli, Casini e Fini è un soggetto «repubblicano» nel senso che esso, ha detto il leader di Fli, «si rivolge a tutti gli italiani che abbiano a cuore certi valori», come la difesa delle istituzioni, l’amore per il proprio paese, il lavoro, i giovani, e anche la solidarietà. Non a caso tutti hanno ringraziato il presidente Napolitano specie per la «coesione nazionale» che è riuscito a far maturare durante la manovra.

Di fronte alle difficoltà economiche dell’Italia, questa esperienza deve proseguire con «un governo di unità nazionale», secondo le parole di Casini, o, come ha detto Rutelli, con «un governo del presidente che abbia una vasta maggioranza in parlamento». Fini, che ha parlato per ultimo, è stato più preciso. Il Terzo Polo non punta ad una «crisi al buio» ma ad un passaggio di mano interno all’attuale maggioranza; lanciando poi un appello «a tanti amici del Pdl perchè battano un colpo ora, perchè l’Italia non può continuare in questa agonia». Dopo di che, ha proseguito Fini, è chiaro che «la maggioranza ha il diritto di indicare il premier», e di proporre «un’agenda scarna ma concreta, fatta di due-tre punti».

Questo «nuovo governo presieduto da un uomo della maggioranza» dovrebbe «archiviare questo periodo di sogni, in cui si promette di abbassare le tasse» e presentarsi in Parlamento; e qui «il Terzo Polo non si tirerebbe indietro, perchè così dimostrerebbe di amare l’Italia». L’alternativa è «l’agonia» del governo Berlusconi e anche dell’Italia. Un governo di unità nazionale farebbe da levatrice alla Terza Repubblica, grazie ad una riforma elettorale che faccia superare l’attuale «bipolarismo muscolare», senza però archiviare, ha chiosato Fini, «la democrazia dell’alternanza».

Da Casini è arrivato un messaggio a Bersani: «Metto in guardia il Pd a non pensare di accomodarsi alla guida di una gioiosa macchina da guerra»; se cioè i Democratici pensassero di andare alle urne subito con l’attuale legge elettorale sperando di vincere, farebbero la fine di Occhetto nel 1994.

In mattinata Rutelli ha chiarito che il progetto del Terzo Polo ha varcato il Rubicone: «È nato il Terzo Polo e non torneremo indietro. Siamo una alternativa credibile per il Paese». Il che dovrebbe sciogliere i dubbi sulle intenzioni di tutti i leader, specie dopo le iniziative di alcune associazioni cattoliche benedette dalla segreteria di Stato Vaticana per dar vita a un nuovo soggetto di ispirazione cattolica, in cui Fini sarebbe estraneo.

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