Monito del Procuratore di Caltanissetta, Scarpinato: ”sulle stragi del ’92 c’è la sagra degli smemorati”

Roberto Scarpinato

Ai silenzi tombali della mafia si sono sommati i silenzi tombali di tanti vertici politici. Sulle stragi del ’92 abbiamo assistito alla sagra degli smemorati di Collegno dello Stato».

Lo ha detto il Procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, intervenendo a un dibattito organizzato per l’anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino. Il magistrato ha parlato in particolare di quei rappresentanti istituzionali che «chiamati in causa, dopo 15 anni, hanno rivelato ai magistrati frammenti di verità che disperatamente gli investigatori avevano cercato e che aprono spiragli sulla trattativa tra Stato e mafia che, non potendo passare sulla testa di Borsellino, è passata sul suo cadavere».

“Oggi come in passato la verità fa paura”. Per il procuratore Scarpinato, dunque, “dalla strage di Portella della Ginestra alle stragi del ’92 il potere ha sempre cercato di nascondere i propri scheletri nell’armadio. E oggi alle commemorazioni si vedono tanti sepolcri imbiancati che si battono ipocritamente il petto”.

Quindi ha concluso: “Questa sera assume il senso e il valore di una promessa reciproca, noi magistrati qualunque cosa accada continueremo ad andare avanti e a cercare di ricostruire la verità processuale sulle stragi. Il generale Videla soleva ripetere: ‘la memoria è sovversiva’ e dunque restiamo tutti sovversivi della memoria e facciamo che gli assassini contuinino a dormire notti insonni fino a quando non riusciremo a portarli sul banco degli imputati”.

“Il depistaggio delle indagini sulla strage di Via D’Amelio non si è realizzato soltanto facendo sparire documenti, ma anche grazie anche a falsi pentiti costruiti in laboratorio”. Lo ha dichiarato il procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato nel corso che si sta svolgendo presso la facoltà di giurisprudenza di Palermo . “Certo è che i falsi collaboratori che hanno determinato  il depistaggio delle indagini su via D’Amelio non si sono presentati da soli ma sono stati introdotti grazie a esponenti di Forze di Polizia sui quali ci sono ancora indagini in corso“.

“Il depistaggio – ha proseguito in un altro passaggio della sua relazione – è stato pilotato da un potere così alto da non potere essere sfidato impunemente. Un potere che si doveva subire in quel momento ma con il quale poi si poteva trattare una soluzione concordata lasciando che gli scheletri restassero negli armadi”.

“Lo stragismo costituisce una costante della storia italiana che attraversa monarchia, fascismo, prima e seconda repubblica”. Lo ha dichiarato il procuratore generale di Caltanissetta Roberto Scarpinato durante il convegno attualmente in corso. “A differenza di quanto è avvenuto nella storia di tutti gli altri Paesi europei esaminando la nostra storia nazionale si può contrastare come lo stragismo non è un fenomeno episodico, ma così come la corruzione e la mafia, fa parte della costituzione materiale del Paese”

“Le stragi del ‘92 e ‘93 – ha proseguito – è solo l’ultima manifestazione in ordine temporale di ciò che nel Dna delle nostre classi dirigenti”.

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