Riesumare personaggi come Veltroni e D’Alema non aiuta a creare un’alternativa all’attuale governo 

Walter Veltroni e Massimo D'Alema

In un luglio di vacanza in Italia dove le giornate scorrono lentamente ma le settimane volano, si trova anche il tempo di riflettere sulla politica italiana ed in particolare sul costo della politica.

Ascoltando i commenti da spiaggia ne esce un Paese in cui la maggioranza é vista con terrore e l’opposizione con paura. I giornali poi non aiutano. Questi continuano a riesumare personaggi, come Massimo D’Alema e Walter Veltroni, che da tempo hanno disilluso la gente con cui ho conversato.

Molti italiani oggi si scandalizzano per i costi della politica. É una questione vecchia, ma ora l’indignazione sta arrivando a limiti mai prima raggiunti, specialmente quando si chiede alla gente comune di fare sacrifici, mentre la classe politica (o casta che dir si voglia) continua ad arricchirsi, a farsi corrompere e ad assegnarsi stipendi multipli, proteggendo pensioni d’oro.

Dopotutto da questa finanziaria la gente comune voleva principalmente due piccole cose: l’eliminazione delle inutili province e la riduzione delle auto blu.

Niente da fare, le province rimangono come pure le auto blu. Invece sono stati tagliate le pensioni ai piú poveri ed aumentate le tasse. E questo grazie all’appoggio dell’opposizione che, al momento del voto, si é astenuta.

Poi, per veramente prendere in giro la gente, l’opposizione se ne é uscita con tante scuse, ultima delle quali un’intervista su “Il Messaggero” del 18 luglio con Luciano Violante del Pd il quale ha giustificato i non-tagli alla politica con affermazioni come: “le forze democratiche devono distinguere i costi abusivi della politica” oppure “un’ora di lavoro di un deputato italiano costa meno di un’ora di un deputato tedesco”.

A questo punto ci si rende conto di come la maggioranza, specialmente quella parte che grida “Roma ladrona”, sia piú interessata che mai a sfruttare gli italiani con il pieno appoggio dell’opposizione.

Senza una via di scampo, una parte dell’opinione pubblica é tornata a chiedere aiuto a Gianfranco Fini affinché, come presidente della Camera, possa in qualche modo opporsi e rappresentare gli interessi del  cittadino.

Ma, seppur gli italiani siano uniti nell’indignazione, sono divisi nel modo di agire, che va dalle proteste alla rassegnazione. Ad esempio, molte della persone indignate per l’alto costo della politica non sanno chi sono i deputati o senatori della loro area. Altre ritengono inutile scrivere lettere di protesta ai politici o ai giornali.

Infine, si vede un crescere di persone contente nel loro mondo fatto di tatuaggi e piercing, protestano ad alta voce per reclamare piú spazio e tempo per la “movida”, cioé il divertimento a tarda notte. Il costo della politica puó aspettare ed i politici lo sanno.

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