La storia dell’anonimo che sta svelando i segreti della casta ha molte analogie con quella di Leonida Maria Tucci

l'anonimo di Montecitorio

“Spider Truman”, l’anonimo che prima con una pagina su Facebook poi con un blog minaccia di pubblicare, giorno dopo giorno, «tutti i segreti della casta», continua a raccogliere consensi (virtuali) e opinioni. In soli tre giorni quasi trecentomila iscritti al social network hanno premuto il tasto «Mi piace» alla pagina «I segreti della casta di Montecitorio ».
 
In tanti hanno mostrato tutta la loro rabbia nei confronti degli sprechi da parte dei politici, scrivendo commenti e insulti. Ma più aumenta la notorietà, più cresce la curiosità sull’identità del protagonista degli ultimi giorni. Perché, dopo tutto questo clamore, di lui, «Spider Truman», non si hanno molte notizie. Insomma, un giallo. Anche se, navigando sulla stessa piattaforma, si scopre che la storia del blogger «licenziato dopo 15 anni di precariato» somiglia molto alla vicenda di un altro precario, questa volta con un nome e cognome.

Si chiama Leonida Maria Tucci, ha 41 anni, due figlie e più di quattordici anni «da precario » al Senato. Tucci ha lavorato prima all’ufficio stampa di Alleanza nazionale (a partire dal novembre 1994), quindi nel gruppo del Pdl (anche se per pochi mesi). Ha smesso di prestare servizio a Palazzo Madama nell’aprile del 2008 e da lì è iniziata una vicenda processuale contro il partito. L’ex precario chiede i danni per mobbing e il riconoscimento della differenza contributiva e retributiva.

La moglie di Leonida, Giulia Ruggeri, ha creato una pagina Facebook per denunciare la situazione del marito. Ed è qui, da questa denuncia finita sulla Rete, che iniziano le somiglianze. Che ci sia il marito dietro a «Spider Truman»? La diretta interessata smentisce. «Me lo chiedono in molti — dice —, ma non siamo né io, né mio marito». La donna, però, aggiunge anche altro. «Può darsi che l’autore sia una persona a noi vicina, magari un parente o un amico che ha preso a cuore la nostra situazione». Di più: «Magari è un ex collega di Leonida che, nella stessa situazione, ha deciso di denunciare quello che succede ai precari di Camera e Senato».

Altri elementi, la moglie, non ne fornisce. Anche se è la prima a notare che, in effetti, «tra la storia di “Spider Truman” e quella di mio marito ci sono troppe somiglianze ». L’unica differenza, se proprio la si vuole trovare, è nel palazzo di riferimento. Perché Leonida ha prestato servizio al Senato. «Spider Truman» alla Camera dei deputati. «Ma cambia poco», continua la signora. «In entrambi i posti succedono le stesse cose, almeno a sentire quello che mi ha raccontato mio marito».

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