Sangue nell’auto, il marito della vittima prelevato in Caserma. E’ accusato di omicidio volontario aggravato

Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi è stato arrestato per l’omicidio della moglie Melania Rea per ordine del gip, Carlo Calvaresi, su richiesta della procura di Ascoli. Parolisi è accusato di omicidio volontario pluriaggravato dal vincolo di parentela e crudeltà (che prevede l’ergastolo) e vilipendio di cadavere in eventuale concorso con altri. Il caporal maggiore è stato prelevato dalla caserma Clementi di Ascoli dove era tornato a lavorare lunedi.

La richiesta di arresto dei pm di Ascoli è stata motivata dal pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Ad inchiodare il caporal maggiore – secondo quanto si legge nell’ordinanza – sono stati i risultati dell’autopsia effettuata dai medici legali, che hanno stabilito che Melania è stata uccisa proprio nel lasso di tempo in cui il marito dice che si trovava con Melania e la figlioletta a colle San Marco (Ascoli Piceno). Parolisi e la moglie uscirono dalla loro casa a Folignano tra le 14 e le 14.20 e lui ricomparve con la bambina, ma senza Melania, al pianoro intorno alle 15.30.

Melania, poi, si fidava del suo assassino che l’ha colta di sorpresa, alle spalle, mentre lei aveva abbassato pantaloni, collant e slip per fare pipì. Atteggiamento che una donna con scarsissima probabilità assume in presenza di estranei. Melania non si è difesa e certamente non si aspettava l’aggressione.

Il gip ha ricostruito il percorso compiuto da Salvatore quel 18 aprile e ha allegato le foto scattate dai ragazzi dell’istituto tecnico per geometri di Ascoli che il pomeriggio erano al pianoro. Foto che mostrano che nessun componente della famigliola era sul posto. Grande importanza in particolare viene data alle testimonianze raccolte sul pianoro.

Tra i comportamenti sospetti che per la magistratura ascolana testimoniano che Parolisi ha ucciso la moglie Melania, oltre al fatto che non partecipò alle ricerche anche la vicenda del riconoscimento del luogo dove la donna venne ritrovata. Parolisi disse ai carabinieri e al pm di Ascoli Umberto Monti di aver riconosciuto il Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella da alcune foto viste sul telefonino di Raffaele Paciolla. Ma all’esame del cellulare quelle foto non c’erano. In seguito lui disse di essersi confuso con quelle viste sui giornali che Paciolla gli comprò il 21 aprile.

Per i magistrati ascolani, determinante nell’omicidio è stata la relazione fra Salvatore Parolisi e Ludovica, la soldatessa conosciuta durante un corso di addestramento e della quale il caporalmaggiore era diventato amante. Molto importanti i messaggi scambiati su Facebook da Salvatore con l’avatar “Vecio alpino”, cancellato all’indomani della scomparsa della moglie. Messaggi che sono stati recuperati grazie a una rogatoria internazionale e dai quali si percepisce la pressione di Ludovica affinché Salvatore lasciasse la moglie. Inoltre il 23 aprile, a Pasqua, Salvatore Parolisi doveva recarsi a Roma per conoscere i genitori di Ludovica che gli avevano prenotato una stanza d’albergo. Quel giorno Parolisi si sarebbe dovuto presentare dall’amante già con la notizia che aveva lasciato la moglie.

Ora l’inchiesta passa da Ascoli Piceno a Teramo poiché il corpo di Melania è stato trovato in quel territorio, a Ripe di Civitella. Il magistrato ascolano, comunque, nei prossimi giorni sottoporrà Parolisi all’interrogatorio di garanzia, che entro i successivi 20 giorni verrà ripetuto dal collega di Teramo a ulteriore tutela e garanzia dell’arrestato.

“Speriamo che possa essere la fine di un incubo”. Michele Rea, fratello di Melania, commenta così l’arresto del cognato Salvatore Parolisi. “Ci auguriamo che si possa arrivare a chiudere questo cerchio – ha aggiunto – E’ una notizia che mi fa stare male, anzi malissimo”. “Ora inizia la fase più difficile” ha detto ancora Michele che si aspettava l’arresto ma ha sperato fino all’ultimo che non avvenisse. “Mia sorella è stata uccisa quattro volte – ha detto con voce sconvolta – la prima quando è stata accoltellata, la seconda quando è stata ritrovata, poi dalle tante bugie di Salvatore ed infine oggi”. Ma ora “bisogna andare avanti soprattutto per la piccola Vittoria”.

Tra gli elementi ritenuti importanti ai fini dell’indagine sull’omicidio, vi sono tre macchioline probabilmente di sangue trovate dai Ris dei carabinieri sul montante della porta anteriore del passeggero dell’auto del marito, Salvatore Parolisi.

Non solo Salvatore il giorno successivo all’omicidio della moglie cancellò il suo profilo Facebook che usata per dialogare con l’amante, ma in seguito avrebbe anche ripulito le tracce di sangue sulla sua Renault Scenic.

I Ris avevano individuato le tre macchioline il 20 aprile, giorno del ritrovamento del corpo della moglie Melania Rea, di 29 anni. Ma all’epoca non si poteva procedere perché Salvatore non era indagato ed era solo sentito come teste.

Una settimana fa, quando nei confronti del militare è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio aggravato, l’auto è stata sequestrata una seconda volta dai Ris di Roma che hanno trovato segni evidenti di smacchiature “come se qualcuno avesse tentato di diluirle con un’azione di strofinamento”. Cosa che potrebbe aver compiuto lui o anche semplicemente facendo lavare la Renault ad un autolavaggio.

Quel sangue potrebbe appartenere alla vittima ma anche alla soldatessa Ludovica che negli interrogatori ha dichiarato di aver consumato diversi rapporti sessuali con Salvatore sull’auto.

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