Strappo nella Lega, il governo medita il ritiro del decreto legge: intanto Napoli resta sommersa dalla spazzatura

Napoli tra i rifiuti

Strappo leghista, e ora ci si chiede come andrà a finire: il Carroccio vota no al decreto legge sui rifiuti, quello che avrebbe permesso di smaltire la monnezza di Napoli fuori della Campania, e spacca la maggioranza. Maggioranza che, in contemporanea, viene battuta sull’idea di rinviare il provvedimento in commissione, in attesa magari di tempi migliori.

L’annuncio leghista viene dato direttamente in Aula a Montecitorio. «In Consiglio dei ministri i membri del governo della Lega nord hanno votato contro questo decreto legge», spiega Renato Togni, «si presume che i gruppi parlamentari manterranno la stessa posizione». «Maggioranza allo sbando» esulta il Pd; «Se lo fanno davvero si vada alla crisi di governo», chiede l’Idv.

La mossa della Lega – si rileva in ambienti della maggioranza – potrebbe portare addirittura al ritiro del provvedimento. La decisione potrebbe essere presa alla luce sia delle difficoltà che incontra il governo a causa della contrarietà del partito di bossi sia dell’ordinanza del Consiglio di Stato che, sospendendo la sentenza del Tar del Lazio, consente il trasferimento dei rifiuti in altre regioni. L’ordinanza avrà effetto fino al dicembre prossimo quando sarà presa la decisione di merito.

La giornata inizia in un clima diverso, con Roberto Calderoli che annuncia la presentazione al prossimo consigliodei ministri il suo nuovo pacchetto di riforme costituzionali. Questi i numeri: 445 parlamentari in meno, rafforzamento dei poteri del premier e dell’esecutivo, fine del bicameralismo perfetto. Dice, il ministro per la semplificazione normativa: «siamo passati ai fatti».

Non è chiaro se il Pdl condivida nel suo insieme le nuove norme, oppure no. Di Pietro, da parte sua, è strasicuro che si tratti del solito nuvolone estivo, mentre Pier Luigi Bersani, che oggi ha parlato alla direzione del Pd, sottolinea: «Basta parlare, bisogna fare – ha incalzato il segretario dei democratici -Sappiamo che senza sobrietà della politica, senza una buona politica, non si va da nessuna parte. Oltretutto abbiamo una destra che davanti all’ipotesi di una nostra vittoria alle prossime elezioni non esita a gettare fango nel ventilatore».

Ragion per cui il segretario ed il suo vice Enrico Letta chiedono l’avvio di una crisi che porti, entro la fine di agosto, ad un nuovo esecutivo. Il vero costo della politica è un premier che fa perdere i mercati, sostiene in sintesi il Pd, meglio voltar pagina, e dare respiro al paese. Senza pensare a riscrivere la Costituzione: non c’è n’è nemmeno il tempo. Soprattutto se ci saranno sorprese – sussurrano – sul caso Papa. Che è lo scoglio di domani.

Intanto i cittadini partenopei, esasperati dai cumuli ammassati in strada e dai cattivi odori acuiti dalle alte temperature, hanno bloccato con cassonetti e sacchetti rovesciati sulla carreggiata sia piazza Pignasecca che corso Garibaldi, a poca distanza dalla Stazione centrale. Una situazione che, negli ultimi giorni, è stata resa ancora più critica per lo sciopero indetto dai lavoratori della “Lavajet”, la società subappaltratice di Asia per la raccolta dei rifiuti in alcune zone centrali della città, che lamentano di non aver ricevuto la 14esima.

La prima protesta in piazza Pignasecca quando è stato paralizzato il passaggio delle auto nei vicoli a ridosso di via Toledo, nei pressi dell’ospedale Vecchio Pellegrini. Difficoltoso anche il transito di cittadini e motocicli diretti o in uscita dalle stazioni di Circumflegrea, metropolitana e Cumana di Montesanto.

Manifestazione di insofferenza anche in corso Garibaldi, nei pressi del terminal della Circumvesuviana. Qui l’immondizia riversata in strada ha impedito il passaggio di un tram causando prevedibili ripercussioni del traffico nell’intera zona. Per poter liberare la strada dall’immondizia è stato anche chiesto l’intervento di un bobcat. Il quadro difficile della situazione si completa con una serie di roghi dolosi appiccati ai cumuli ammassati nei cassonetti e sui marciapiedi. Dalle 20 di ieri alle 8 di questa mattina sono stati 22 gli interventi dei vigili del fuoco impegnati a domare le fiamme non solo nel centro della città, ma anche in periferia e in alcuni comuni dell’hinterland sommersi dalla spazzatura.

Ma dal capoluogo campano arriva anche qualche buona notizia. «Da stasera riprendono a lavorare i dipendenti di Lavajet». Lo ha annunciato il vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano, che stasera ha incontrato i vertici della Lavajet, ditta appaltante dell’Asia, società speciale del Comune di Napoli addetta alla raccolta. I lavoratori di Lavajet sono stati in agitazione per il mancato pagamento delle spettanze che, fa sapere Sodano, «saranno erogate entro lunedì». «L’incontro è stato buono e positivo – ha commentato il vicesindaco – e ci siamo presi l’impegno anche tramite l’Asia che saranno rispettate le scadenze naturali».

Da subito, dunque, i dipendenti Lavajet riprenderanno il loro lavoro di raccolta dei rifiuti nel centro storico di Napoli.

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