Un anonimo rivela i segreti di Montecitorio e torna d’attualità il dovere di fermare i privilegi della politica

Montecitorio

Nel parlare dei mali della politica italiana è molto difficile non cadere in luoghi comuni. Certo è che la sclerotizzazione del sistema ha prodotto la cosiddetta “casta”.

Peccato che in tanti se ne siano accorti solo ora.  Negli ultimi giorni l’attenzione mediatica si è concentrata solo su quelli che sono i privilegi dei nostri politici e soprattutto su quelle che sono i costi della politica.

Tutto è stato ridotto solo ad una questione ragionieristica  e solo in funzione della recente manovra del Governo. Cosa giustissima, in quanto i sacrifici non li devono fare coloro che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, ma chi ha vissuto e continua a vivere sulle spalle dei cittadini, senza produrre nulla e soprattutto senza consentire all’Italia di crescere.

Se oggi siamo in una situazione di debito senza precedenti, sarà pure colpa di qualcuno. Chi in questi anni rubando denaro pubblico ha consentito che questo avvenisse, dovrebbe pagare il proprio debito agli italiani.

Mandare in galera un politico che ha rubato in questo paese infatti  è impossibile. Ed ancora più utopico è sperare che restituisca ciò che ha sottratto dalle tasche dei  cittadini.

Se davvero si vuole colpire la casta la prima cosa da fare è sancire il principio che chi ruba, oltre ad andare in galera,  deve restituire tutto ciò che preso e che non è ammissibile che se la rida alle spalle dei cittadini.

Solo se si riesce a fare questo, forse potremo sperare di fare un passo in avanti e soprattutto di maturare maggiore coscienza democratica.

L’approccio rispetto ai privilegi della casta, che hanno avuto i media in questi giorni, è lo stesso in fondo che Tremonti ha avuto rispetto ai conti pubblici italiani.

Per risolvere il  problema bisogna tagliare. Tagliare è l’unico modo per risolvere il problema. Insomma quando si parla della casta si nominano solo le auto blu e un elenco infinito di privilegi.

Si tratta di un approccio a nostro giudizio corretto in parte e che per molti versi, anche se pone  all’attenzione pubblica il problema, risulta essere demagogico. Se davvero si vuole affrontare la questione bisogna passare dalle trovate mediatiche ad un’analisi sistematica del problema dei “costi della politica”.

Per risolvere il problema degli sprechi  della casta non è sufficiente ridurre loro lo stipendio. Non è sufficiente  incidere sulla possibilità che possano acquistare a prezzi vantaggiosi un auto o che paghino a peso d’oro il loro barbiere.

Va fatto anche questo, ma non solo questo.

Non è un auto blu in più o in meno che limita il potere della casta. È in fondo un falso problema. La vera questione è di ben altra natura e consiste nella limitazione del potere, nell’elaborazione di forme di controllo che favoriscano la trasparenza e soprattutto  impediscano che questi signori piazzino nei ruoli di potere i loro amici, che usino il loro ruolo per perpetrare la concussione, che realizzino fondi neri per finanziare i loro acquisti o le loro campagne elettorali, che spostino denaro pubblico su capitoli creati ad hoc per finanziare aziende che fanno capo a loro.

Bisogna impedire che paghino a peso d’oro manager o consulenti e che poi, attraverso forme oscure, quel denaro torni a loro.  Bisogna ridare alla politica una propria  dignità morale ed è necessario avere il coraggio di punire in maniera esemplare chi non rispetta le regole e contribuisce non alla crescita del paese, ma al suo indebitamento.

Non ha senso che i cittadini ( questo avviene ormai da quindici anni) paghino il risanamento, se poi una classe politica corrotta e senza scrupoli continua a rubare e a sperperare i soldi pubblici.

Il vero problema è questo, non sono le auto blu. Certo anche qui bisogna porre un freno, ma è ben poca cosa se non si impedisce a chi ha il potere di appropriarsi di ciò che è dei cittadini e poi di farla franca.

Bisogna trovare il modo di impedire che all’interno dei loro stessi partiti questi signori impediscano l’emergere di altre figure e che così diventino dei gruppi di potere. Oggi abbiamo la casta, perché in venti anni non c’è stato alcun ricambio generazionale.

Chi aveva il potere ha solo cambiato casacca, ma non ha perso la poltrona. Anzi è diventato più forte ed arrogante ed ora  se la ride di tutto e di tutti.

Quella italiana purtroppo è una società statica in tutto: dall’economia alla politica.

Abbiamo una classe politica vecchia che è stata il risultato dell’allontanamento dalla politica da parte di una generazione intera.

E a questo problema non si può far fronte né con una legge né semplicemente candidando persone nuove. È un male sociale che può essere contrastato solo facendo capire ai più giovani che l’impegno politico non deve essere finalizzato solo a svolgere un ruolo, ma che è un dovere di tutti i  cittadini.

Insomma se oggi in Italia esiste  la casta è solo perché l’opinione pubblica non  è sufficientemente forte da mandare a casa un governo che non legifera ed ad un’opposizione che non fa l’opposizione. Il peso dell’opinione pubblica non è così forte da impedire a chi ha rastrellato voti con favori di continuare  a sedere imperturbato sulla propria poltrona.

È  una democrazia moderna quella in cui ancora esiste, specie nelle regioni del Sud, il voto clientelare e i giovani sognano ancora di trovare il lavoro facendosi raccomandare? Perché non è mai stata proposta una legge che mandasse in galera chi raccoglie voti con i favori?

Ecco se veramente si vuole mettere fine ai privilegi della casta bisogna intervenire con delle azioni di sistema. Non è sufficiente a nostro giudizio (anche se va fatto perché oggi con la manovra finanziaria a pagare saranno solo le fasce deboli della popolazione!) solo tagliare qualche auto blu o qualche capitolo.

È necessario che in Italia si ritorni a parlare di eguaglianza e soprattutto che venga posto un limite al potere e si costringa chi guadagna di più a pagare anche di più. Non si può chiedere alle famiglie di pagare per l’ennesima volta le ruberie di una classe politica che sta conducendo il nostro paese sull’orlo del fallimento!

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