Vi sveliamo l’identità del “mister x” che ha dato la caccia al capo di Al Qaeda e ha preparato il blitz in Pakistan

John Young tra Hillary Clinton e Leon Panetta

Quando un uomo viene ammazzato, c’è sempre almeno un assassino. Alcune volte ci sono un mandante e un esecutore. Altre ancora gli esecutori sono più d’uno e ci sono di mezzo anche degli informatori. E poi ci sono le azioni di guerra, di antiterrorismo o di controspionaggio. L’uccisione di Osama Bin Laden, avvenuta lo scorso 2 maggio, è stata un’esecuzione ordinata dal Presidente degli Stati Uniti d’America, in nome della comunità internazionale, ed eseguita da un gruppo di soldati scelti.

La condanna a morte del mandante dell’attentato alle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 era stata dichiarata non appena ricevuta la rivendicazione, ma ci sono voluti dieci anni perché, nonostante l’azione dei servizi segreti di mezzo mondo, si scovasse il nascondiglio dell’uomo più ricercato del secolo. Osama ha goduto della protezione di stati sovrani e della propria ramificata organizzazione, Al Qaeda, e ha vissuto tra caverne e moderne ville muovendosi, senza lasciare traccia di sé, per troppo tempo, dicono alcuni. Ma la CIA non ha mai smesso di cercarlo. In particolare John.

Nella famosa fotografia che ritrae Barack Obama, Hillary Clinton e l’intero stato maggiore americano mentre osservano l’andamento dell’operazione Geronimo (dal nome in codice del terrorista yemenita), c’è una cravatta gialla appoggiata sulla pancia di un uomo che rimane fuori campo. Una specie di fantasma. Molto probabilmente si tratta dell’agente della Cia che ha fornito il contribuito decisivo a scovare il famoso compound di Abbottabad, in Pakistan. Il suo nome potrebbe essere John.

Nei giorni scorsi l’Associated Press ha fatto questa mezza rivelazione ma la Cia ha chiesto di non pubblicarne il nome completo e alcuni altri dettagli biografici che potrebbero far risalire a lui.

La curiosità e il senso di gratitudine si sono accesi e negli USA è scattata una specie di caccia al tesoro, per scoprire la vera identità di colui il quale ha fatto sì che giustizia fosse fatta.

Molti sul web, si sono messi alla ricerca di immagini e informazioni per svelare l’arcano e sono alcuni si dicono convinti di essere riusciti nell’intento; ma scoprire la sua identità metterebbe l’agente segreto in una situazione di potenziale pericolo, per via delle possibili rappresaglie da parte di qualche cellula impazzita di Al Qaeda, o del semplice desiderio di vendetta di qualche “cane sciolto”. Integralisti della Jihad si possono infatti nascondere sul territorio americano senza difficoltà, e non sembra che temano la morte.

La pista più accreditata porterebbe comunque all’agente John Young, un ragazzone biondo e sorridente, discreto giocatore di basket a livello universitario, ma soprattutto spietato cacciatore di terroristi, l’uomo che avrebbe accompagnato il capo della Cia Leon Panetta a Capitol Hill, a testimoniare davanti alla commissione del Senato circa l’operazione in cui è morto Bin Laden.

Una delle foto arrivate sul web lo immortala in compagnia di Panetta e della Clinton, e tutti gli indizi portano a lui anche se non vi sono ancora evidenze ufficiali che fosse sua la pancia su cui stava appoggiata quella cravatta gialla.

Quel che è certo è che, per una volta, colui che viene ricercato, qualora venisse rintracciato, diventerebbe “solamente” l’eroe nazionale che già il popolo americano sogna.

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