Il direttore del Tg1 ascoltato per due ore sulle spese per 68 mila euro di alcune “missioni-relax” pagate dalla Rai

Augusto Minzolini

All’appuntamento in procura per difendersi dall’accusa di peculato Augusto Minzolini va con l’auto aziendale. Il direttore del Tg1 rimane due ore nell’ufficio del procuratore aggiunto Alberto Caperna, insieme ai suoi avvocati Franco e Francesca Coppi. L’effetto sorpresa, arriva quasi immediatamente, quando Minzolini ritorna sulla sua linea difensiva per giustificare i 68mila euro di spese addebitati alla Rai in quattordici mesi: «Ho utilizzato la carta di credito aziendale e ho impiegato quel denaro per spese di rappresentanza. Ero autorizzato dalla direzione generale».

L’imprevisto sono due fogli dattiloscritti firmati Mauro Masi, allora direttore generale dell’azienda, che il 16 giugno ha dichiarato in procura di non avere mai autorizzato quelle spese e l’uso della carta. Minzolini ne prende atto. Ribadisce che non sapeva e per un anno ha usato la carta senza ricevere obiezioni. Che le spese non fossero autorizzate lo sa già, tanto che ha deciso di restituire la somma. Ma dal punto di vista penale la sua posizione non cambia. Delle 56 trasferte, 40 sarebbero avvenute nel fine settimana. C’è un soggiorno di nove giorni trascorsi a Venezia per il festival del cinema, una vacanza a Taormina, i viaggi a Istanbul, Londra, Marrakech, per due volte, due volte le puntate a Cannes. E poi Praga e Amburgo.

Altri guai per il direttore del Tg1, anche se non ci sono state sanzioni, sono arrivati dal consiglio di amministrazione Rai di ieri. Otto ore di riunione in gran parte dedicati al calo di ascolti del notiziario di Minzolini. Che nella fascia meridiana ha perso, giugno 2011 su giugno 2010, oltre tre punti di share e ceduto la leadership al Tg5 delle 13. Mentre alle 20 mancano all’appello quasi cinque punti di share. Un dato inquietante visto che gli altri tg crescono. E così anche consiglieri di maggioranza che hanno sempre difeso Minzolini, come Guglielmo Rositani e Antonio Verro, hanno espresso qualche perplessità e la necessità di un’inversione di rotta.

Il cda ha trovato situazioni di criticità anche a Raiuno e Raidue. Per quest’ultima è possibile la sostituzione del direttore Massimo Liofredi già dalla settimana prossima. Davvero grave, infine, la situazione della concessionaria di pubblicità Sipra che sta subendo un ulteriore calo delle previsioni di entrata, ormai alla soglia dei mille milioni di euro.

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