Per la Procura è lui l’assassino di Melania: pericolo di inquinamento delle prove e fuga. Rischia anche l’amante?

Salvatore Parolisi

Una richiesta di misura cautelare è stata emessa nella tarda mattinata di giovedì nei confronti di Salvatore Parolisi, marito e unico indagato per omicidio volontario aggravato di Melania Rea. La richiesta della procura di Ascoli è stata inoltrata al gip Carlo Calvaresi che, adesso, non ha limiti di tempo per far eseguire l’arresto. La svolta dopo diversi giorni di indagine e una recente ricostruzione della dinamica dell’omicidio. 

Il caporalmaggiore dell’esercito italiano, al momento sospeso dal suo incarico di istruttore, è rientrato a Frattamaggiore da Ascoli un giorno in anticipo su quanto previsto, ed ora si trova a casa dei suoi genitori. La richiesta di misura cautelare giunge dopo una nutrita acquisizione di elementi fondamentali per le indagini e la ricostruzione dell’aggressione eseguita giovedì nel bosco delle Casermette grazie a fotografie a grandezza naturale.

Sul provvedimento potrebbe pesare anche il pericolo di inquinamento delle prove, se non di fuga. Parolisi, infatti, ha sempre tenuto un comportamento che in molti ha destato sospetti. Il 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa di Melania, Salvatore avrebbe cancellato il suo profilo Facebook, dove interagiva con l’avatar ‘Vecio alpino’. Successivamente si è sbarazzato del cellulare con cui comunicava con Ludovica P., la soldatessa con cui aveva una relazione extraconiugale.

“Siamo sicuri del nostro lavoro – ha ribadito il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alessandro Patrizio – e abbiamo fotografato la situazione a Colle San Marco”. Il riferimento è alla presenza di Melania Rea sul pianoro ascolano il giorno dell’omicidio. La circostanza è testimoniata solo da Salvatore; la donna quindi sarebbe stata portata direttamente, o si sarebbe recata di sua volontà, nella pineta del Teramano in cui è stata trovata morta accoltellata.

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