Il matrimonio del Principato di Monaco già in crisi: ma ricchi e squattrinati possono davvero essere felici insieme?

Charlene Wittstock

Certo che, a dar di gomito sui pavimenti ogni giorno, non deve essere proprio il massimo cui una donna possa ambire. E così, si profila una bella serata a corte. Il Principe cerca moglie. Beh! Perché dovrebbero esserci tutti tranne la povera “servetta bistrattata?”

Come un vero curatore la fata pone in essere quante più strategie per arrivare al palazzo. Zucca, topini e cavallo, “sotto mentite spoglie”, conducono cosi al “Palazzo” la bella ambiziosa e irrimediabilmente squattrinata. Il ballo… dico… un semplice ballo e si perdono l’uno nell’altra. Una favola!

Ma ecco che l’ora scocca e guarda un po’, la tizia misteriosa perde una scarpina. E che ci vuole per recuperare una scarpina? E invece no! La molla e fugge via. Innamorato perso lui vaga per tutto il regno in cerca di quel delizioso piedino mentre lei trattiene gelosamente l’altra pensando: “Dove vorrà andare? Di qui ha da passare!”

Neanche a dirlo, tutto va per il giusto verso e, dopo le nozze faraoniche, vissero felici e contenti.
Ma cosa teneva in scacco quella famiglia Reale? Quello che tiene in scacco le famiglie Reali che oggi tempestano con i loro album di nozze i giornali di cronaca rosa quotidiani, settimanali, mensili, annuari, “secolari”, enciclopedie, raccolte multimediali e Dio solo lo sa quant’altro. E lo stesso cui anellavano i “troni fiabeschi”; tenere in piedi la Corona e una buona e legittima successione; legittima… è un eufemismo.

Con i tempi che corrono, molte monarchie vedono i loro appannaggi ridurre sensibilmente e di anno in anno. Austerity! Si fa per dire.

Ma per tirare avanti un regno, occorre anche un buon patrimonio genetico. Se all’epoca di Cenerentola avessero avuto gli apparecchi diagnostici dei quali ci serviamo oggi, la casa Reale in questione l’avrebbe sottoposta a un vero e proprio screening compresa la mappatura genetica e le prove di fertilità.

A tavolino, avvocati e curatori, stabiliscono appannaggi, risarcimenti, iter di divorzio, l’affido dei figli, assegnazione di residenze, insomma! Tutto quanto possa accadere in caso di vita e di morte.

Cos’è che non è andato giù all’ambiziosa “Kate con la C?”. Qualche postilla del contrattone così rilevante da sciogliere il fidanzamento quando già si parlava di nozze?

E a Charlene? Cosa non riportava nei suoi conticini giacché, pare, si sia allontanata dal Regno (mollando la sua fragile scarpina) pochi giorni prima del matrimonio? Forse, qualcosa che riguardava i figli illegittimi che, pare, spuntino come funghi…

Matrimoni ad orologeria che arrivano nel momento giusto. Quando i gradimenti scendono sensibilmente, quando il turismo è in calo, quando occorre mettere una pezza alle porcherie di Principi e Principesse ai quali nessuno ha mai spiegato che un Re non è libero come gli altri.

Un Re nasce, cresce e muore Re. Mia nonna lo diceva sempre: “Preferico nascere contadino che figlio di Re. Perché il contadino a differenza del Re, è libero di fare quello che vuole”.

Ma noi siamo lì; con i lacrimoni! Ogni volta. Seguiamo gli speciali su matrimoni del secolo che costano milioni di euro; nozze “Reali?” No! Nozze apparenti!

Per fortuna, c’è lei; Cenerentola e il suo bel Principe innamorato che, pur di avere accanto la sua amata, non si chiede nulla. Lei, che tutto credeva quella sera fatta di magia, tranne di incontrare l’amore della sua vita. Lei, che conservò gelosamente la sua scarpina per stringersi nel ricordo di una notte: una sola notte incantata…

© Riproduzione Riservata

Commenti