Il prof. Boschi (Ingv) rassicura: “solo una piccola scossa, forse ce ne saranno altre ma non c’è da preoccuparsi”

Enzo Boschi

Alle 20.13 di domenica 10 luglio la terra ha tremato in provincia di Roma, per la precisione nell’area a nord-ovest della capitale. Secondo l’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la lieve scossa di magnitudo 3.2 ha avuto come epicentro la zona dei Monti Sabatini a circa 35 chilometri dal capoluogo laziale, colpendo principalmente i comuni di Castelnuovo di Porto, Magliano Sabino e Morlupo.

Superficiale, visti i suoi 2,6 km di profondità, il terremoto è stato avvertito distintamente nei quartieri più a nord di Roma fino a diffondersi, in maniera piuttosto eterogenea, nelle zone a sud del centro. La Protezione Civile ha immediatamente fatto scattare tutte le procedure specifiche del caso, monitorando le aree in cui fortunatamente non sono stati riscontrati danni a persone o a cose.

“E’ stata una scossa piccola anche se si è sentita bene, ma non dovrebbe preoccupare più di tanto”, spiega il prof. Enzo Boschi, presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

“Come oggi – aggiunge Boschi – di scosse così ne abbiamo registrato circa una decina al giorno. Preoccupa quando colpisce una zona che viene percepita dalla popolazione, ma la scossa è piccola e resta piccola. Potranno verificarsi altre scosse, ma la zona di Roma non è mai stata interessata da un grande sisma”.

Immediata è stata la risposta di Internet dove, grazie al social network Twitter, è partito il tam tam tra gli internauti della regione. Infatti, associati agli hashtag #Terremoto e #Roma, sono stati diffusi in pochissimi minuti migliaia di messaggi che hanno dato l’occasione di effettuare un rapidissimo riscontro sulla situazione negli attimi successivi a quelli della scossa.

Purtroppo, dopo i primi minuti di concitazione, in rete si è tornato a parlare della bufala riguardante il devastante terremoto previsto per lo scorso 11 maggio dallo studioso Raffaele Bendandi. Causate anche dalla somiglianza della data, in molti hanno riversato le proprie ansie sottolineando come la potentissima scossa che avrebbe dovuto completamente radere al suolo la Capitale fosse solo stata rimandata di due mesi.

Esagerazioni e superstizioni a parte, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini ha dichiarato di seguire personalmente la situazione, ribadendo l’impegno della Protezione Civile che rimane comunque in allerta per garantire il proprio supporto in caso di necessità.

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