La difesa di Emilio Fede e Lele Mora chiede non luogo a procedere: “competenza è del Tribunale di Messina”

Fede, Ruby, Minetti e Mora

Si è tenuta lunedì mattina, al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano, l’udienza preliminare a carico di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede relativa al procedimento che li vede imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile nel caso Ruby.

I pm, nella scorsa udienza, hanno chiesto per i tre imputati il rinvio a giudizio. Davanti al gup Maria Grazia Domanico, sono intervenuti i legali di Chiara Danese e Ambra Battilana, le due ex miss piemontesi di 19 anni che si sono costituite parti civili. Gli avvocati Patrizia Bugnano e Stefano Castrale hanno parlato davanti al gup per chiedere i danni di immagine, morali e patrimoniali per le due ragazze, che avrebbero partecipato ad un presunto festino hard ad Arcore il 22 agosto scorso. Le due ragazze non erano presenti in aula.

Nadia Alecci e Gaetano Pecorella hanno chiesto una sentenza di non luogo a procedere per il direttore del Tg4, spiegando che Fede è nel merito totalmente estraneo alle accuse, e hanno posto al gup di Milano Maria Grazia Domanico anche la questione preliminare di incompetenza dei magistrati milanesi ad indagare e a giudicare.

Secondo la difesa di Fede, infatti, la competenza, stando al capo di imputazione formulato dalla Procura di Milano, è del Tribunale di Messina, perchè i pm fanno partire l’attività di induzione e favoreggiamento della prostituzione di Ruby dall’ormai famoso concorso di bellezza di Letojanni (Messina) nel settembre del 2009.

L’avvocato Pecorella ha sottolineato che sarebbero le stesse due teste Ambra e Chiara a smentire loro stesse di essere state mai indotte ad attività prostitutiva. L’avvocato ha precisato infatti come risultino una serie di telefonate successive alla serata in cui Ambra e Chiara sarebbero «scappate» da Arcore, amichevole tra Ambra Battilana e Fede. Risulterebbero inoltre, secondo la difesa, sms di ringraziamento inviati la sera stessa. Secondo la difesa del direttore del Tg4 non c’è inoltre alcuna prova che Fede abbia portato ad Arcore la marocchina Karima El Marough.

Le celle telefoniche che fanno riferimento al 14 febbraio del 2010, giorno in cui la ragazza sarebbe stata accompagnata da Fede ad Arcore, divergono e dimostrerebbero che Fede andava verso Milano, mentre Ruby andava verso Arcore. I legali sottolineano che la sera dell’incontro al concorso di bellezza il 7 settembre 2009, Fede non ha mai chiamato sul palco la ragazza, come dimostrerebbe un video di quella sera. Né da quella data in poi, risulta che Fede abbia mai parlato di lei tra le tante intercettazioni agli atti.

Anche la difesa di Lele Mora ha chiesto al gup di Milano di pronunciare una sentenza di non luogo a procedere per l’agente dello spettacolo accusato di induzione e favoreggiamento alla prostituzione, anche minorile. Inoltre, l’avvocato Luca Giuliante, ha sostenuto la nullità della richiesta di invio a giudizio per l’omesso deposito di alcuni atti, tra cui i brogliacci delle intercettazioni e taluni verbali, tra cui quello della escort Nadia Macrì.

La decisione del gup sulla richiesta di rinvio a giudizio di Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede è prevista a settembre. Nella prossima udienza fissata per mercoledì 13 luglio, parlerà la difesa di Nicole Minetti, e il giudice ha preannunciato l’intenzione di disporre poi un rinvio a settembre per le repliche delle parti e la sua decisione. La data precisa verrà comunicata tra due giorni.

Al centro del’inchiesta c’è Ruby, la giovane marocchina Karima el Mahroug le cui vicissitudini e partecipazioni alle feste di Arcore sono materia anche del processo separato che vede Berlusconi imputato di prostituzione minorile. Il processo per il premier, accusato di concussione e prostituzione minorile, è iniziato lo scorso 6 aprile. Presente anche l’avvocato Egidio Verzini, legale di Karima, indicata dalla procura come parte offesa nel procedimento.

L’avvocato Verzini, prima di entrare in aula, ha detto ai giornalisti che in occasione della conferenza stampa prevista per il 22 luglio insieme alla sua assistita parlerà «anche della strategia processuale». Il legale infatti non ha ancora deciso se Ruby chiederà o meno di costituirsi parte civile per chiedere i danni.

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