Mozione contro l’assessore alla Sanità “colpevole” di “non aver portato a compimento la riforma del sistema”

Massimo Russo

L’Assemblea regionale siciliana discuterà martedì mattina la mozione di sfiducia a Massimo Russo. Una mozione di censura – depositata già cinque mesi fa – “per non essere stato in grado di portare a compimento la riforma del sistema sanitario sia relativamente ai suoi contenuti tecnico-amministrativi che relativamente agli spetti programmatico-politici”. Un vero e proprio processo all’assessore ‘tecnico’ alla sanità regionale, l’uomo di fiducia di Raffaele Lombardo che ha messo in piedi una riforma per il contenimento della spesa (necessario per accedere ad ulteriori mutui) pienamente condivisa dal governatore.

La 270° seduta pubblica, prevista alle 16 (ma sarà anticipata da una conferenza stampa del Pdl in sala Palumbo, alle ore 12.00), inizierà proprio dalla ‘Censura all’Assessore regionale per la salute’ a firma Limoli, Leontini, Mancuso, Bosco, Beninati, Campagna, Corona, D’Asero, Leanza, Marinese, Torregrossa, Scoma, Pogliese, Falcone, Vinciullo, Formica, Caputo e Buzzanca, per i quali “la candida affermazione di avere ricevuto un deficit di un miliardo di euro è clamorosamente smentita dalla relazione della Corte dei Conti del maggio 2010. Secondo la relazione, Roberto Lagalla, che fu assessore nel biennio 2006/2008 ereditò un deficit di 932 milioni di euro proveniente dalla disastrata gestione della sanità siciliana dell’allora assessore Giovanni Pistorio (vicino e fedelissimo di Lombardo, ndr), dal 2004 al 2006”.

La gestione Lagalla, per il Pdl, apportò benefici ai conti. Un’analisi che dimostrerebbe come “del tutto evidente che Russo distorce la verità, considerato che la legge di riforma del sistema sanitario che egli si accredita è entrata in vigore nel settembre del 2009”.

E poi l’assenza di informazione sui criteri adottati per le nomine dirigenziali nella sanità (“non si sono ancora potute conoscere le regole osservate per le nomine dei 17 direttori generali e delle decine e decine di direttori sanitari e amministrativi delle aziende”). E poi i casi di malasanità (52 nel solo 2010, 38 i morti).

Massimo Russo probabilmente sarà accompagnato in aula dal governatore, che ha condiviso e difeso con lui la riforma siciliana della sanità. “Mi auguro che chi ha presentato questo documento esponga le sue ragioni – ha detto qualche il presidente siciliano -, ma alla fine si renda conto dei risultati raggiunti su questo fronte. Ci saranno state delle sbavature, ma la Sicilia è l’unica regione del Sud ad aver rispettato il piano di rientro, credo che Russo non vada censurato ma elogiato”.

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