Ambrogetti: “il sindaco cerchi una nuova maggioranza”. Il presidente: “stop agli allarmi strumentali sull’azienda”

Valentino, Passalacqua e Raneri

Sempre più incandescente la situazione politica a Palazzo dei Giurati. Il coordinatore del Pd, Claudio Ambrogetti, chiede l’azzeramento “immediato”della Giunta. Il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri, ribatte: “l’Asm è decotta, i conti sono in rosso, l’unica soluzione per salvarla è la liquidazione”.

“Il Pd – afferma Ambrogetti – manifesta stupore e disappunto per l’evolversi della situazione. Non possiamo che prendere atto del venir meno della coalizione “Insieme per Taormina”. Ha dell’incredibile l’esito della votazione su Asm, che è stato determinato anche da 5 consiglieri di maggioranza che fanno riferimento ad assessori della Giunta.E pensare che poche ore prima del Consiglio il sindaco aveva assunto un impegno con i lavoratori riferendo loro che ci sarebbe stato un rinvio al 1 ottobre.

Una delibera di Giunta supportava tale indirizzo però poi disatteso da alcuni consiglieri della maggioranza che hanno impedito al sindaco stesso di mantenere i propri impegni. Solo i consiglieri del Pd (Sergio Cavallaro e Piero Benigni) con Pina Raneri hanno difeso le posizioni del sindaco e della Giunta, a tutela del legittimo interesse dei lavoratori. Occorre quindi un immediato gesto forte del sindaco Passalacqua, che non può far finta che non sia accaduto nulla. Il sindaco azzeri la Giunta, ricercando una nuova maggioranza fondata su un programma da condividere per i prossimi due anni. E’ questa l’unica soluzione possibile se si vuole portare a termine la legislatura”.

“La vicenda Asm – afferma Raneri – viene strumentalizzata da qualche forza politica locale. Altrove c’è il voto trasversale, con senso di responsabilità, su fatti che riguardano città e la nazione: qui si grida allo scandalo. Ricordiamo due atti di indirizzo votati all’unanimità nelle Amministrazioni Passalacqua-D’Agostino. Oggi bisogna prendere atto che chi aveva responsabilità in Asm, doveva mettere in atto indirizzi che erano frutto di un’analisi attenta e scrupolosa sullo stato economico e gestionale di Asm. Ma nulla di ciò è stato fatto.

Il sindaco ha proposto una transazione che ha cercato di risolvere i problemi però quel negozio giuridico, essendo mancante di alcune condizioni, non ha preoccupato gli organi gestionali, che non hanno intrapreso un percorso virtuoso di risanamento. La questione Asm non è un colpo di sole estivo, bensì nasce da due atti fondamentali giunti in Comune ed esitati dalla Prima Commissione (bilancio 2011 e consuntivo 2009). I numeri sono allarmanti: vogliamo continuare a nasconderci senza entrare nel merito dei conti ?

Ci sono indici che non si possono alterare e neppure strumentalizzare, e che ci dicono che l’Asm è ormai decotta. La politica e i sindacati intendono ragionare per garantire un futuro occupazionale? Allora non si può prescindere da un accertamento effettivo sui conti dell’ azienda. La liquidazione non è soppressione ed è l’unica strada possibile che, mediante risanamento, possa riavviare l’azienda. Serve un piano industriale serio e credibile che non può essere fatto dal sindaco nè da Giunta o Consiglio. Nè possiamo affidarci ai referendum o gravare oltremodo sulle tasche dei cittadini.

Certamente è un momento politico abbastanza teso. Il Consiglio, al momento, ha approvato un primo atto che si ferma alla modifica dello Statuto e va a sanare una discrasia giuridica. Il Prefetto ha riconosciuto l’autonomia del Consiglio e si è reso disponibile ad un incontro.

In quella sede dovranno essere portati i conti economici e i relativi indici ricavati. Il Prefetto si renderà conto che lettere, manifesti e proteste sono strumentali e, sicuramente, comprenderà se coloro che portano avanti la liquidazione siano irresponsabili o, viceversa, si stanno facendo carico di attuare una via coerente e in simbiosi col programma del sindaco Passalacqua.

Questa vicenda è speculare a quella del Lodo Impregilo dove alcuni attori politici locali, che mai si sono preoccupati della sorte del lodo e del Comune, sono poi saliti con velocità felina sul carro del vincitore. Qualcuno farebbe bene a non tirare troppo la corda smettendo di tirare il sindaco per la giacchetta, perchè nel percorso intrapreso il primo cittadino, a prescindere dai tempi e dai necessari chiarimenti, non può discostarsi dal suo programma elettorale.

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