Storico annuncio del presidente Usa: “faremo un balzo nel futuro, sul pianeta rosso a metà degli anni 2030”

Barack Obama

“Manderemo astronauti su Marte alla metà degli anni 2030 e li riporteremo sulla Terra sani e salvi”. Il presidente americano Barack Obama riecheggiando le parole pronunciate cinquant’anni fa dal suo predecessore John Kennedy per lo sbarco sulla Luna, davanti ai tecnici e agli ospiti di Cape Canaveral nelle ore seguenti all’ultimo lancio dello shuttle Atlantis, non ha perso occasione per rilanciare le sue idee sul futuro dello spazio americano.

«Per il 2025 – ha aggiunto – pensiamo di aver pronto un veicolo spaziale in grado di viaggiare nello spazio profondo con il quale gli astronauti prima visiteranno per la prima volta un asteroide e poi compiranno un volo intorno a Marte. Successivamente cercheremo di sbarcare. Spero che le mie proposte siano accettate».

Ricalcando quanto aveva pronunciato nella presentazione del bilancio 2011 della Nasa, il presidente ha ricordato che è in corso di realizzazione una navicella battezzata Orion Mpcv (Multi Purpose Crew Vehicle) la quale servirà di base per lo sviluppo di un veicolo più complesso in grado di affrontare l’arduo viaggio più in profondità tra i pianeti.

In parallelo si sta lavorando per la progettazione di un nuovo grande razzo in grado di affrontare questo genere di missioni umane sottolineando che deve essere occasione di sviluppare anche nuove tecnologie. «Noi vogliamo un balzo nel futuro – nota ancora Obama – non possiamo continuare sulla stessa strada del passato. I programmi della Nasa devono essere trasformati per compiere un passo avanti mentre i privati possono realizzare le navicelle per i collegamenti con la stazione spaziale internazionale». A tal fine e per aiutare il nuovo corso ha precisato anche di aver proposto lo stanziamento di ulteriori sei miliardi di dollari per i prossimi cinque anni.

In queste settimane alla Nasa stanno definendo l’impostazione del grande razzo che però di innovativo avrà ben poco perché riprende il piano Constellation di Bush cancellato da Obama e che era basato sullo sviluppo di un vettore che riutilizza le tecnologie già impiegate per lo shuttle. Questo è imposto dalle ristrettezze finanziare le quali hanno fatto dire allo stesso amministratore della Nasa che la data indicata del 2015 per il primo volo era inattuabile. La stessa capsula Orion faceva parte del piano Bush ed anch’essa inizialmente eliminata. Venne poi salvata al Congresso dai Repubblicani.

«L’esplorazione umana dello spazio – ha ricordato Obama – può solo portarci dei benefici nel prossimo futuro». E per la Space Coast della Florida la sua strategia potrà garantire nel prossimi anni 2.500 nuovi posti di lavoro. Intanto, finite le missioni shuttle, dal primo agosto tremila dipendenti del Kennedy Space Center rimarranno a casa. E questa è la seconda parte dei 7.000 addetti tagliati entro l’anno. Obama lancia prospettive ma le critiche che gli vengono rivolte da più parti riguardano il fatto che le sue idee non sono tradotte in programmi concreti come fece il suo predecessore democratico Kennedy per la Luna e il repubblicano Bush con il piano Constellation per il quale erano già stati spesi dieci miliardi di dollari.

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