Controllati il box, la mansarda e l’abitazione dove Parolisi vive con i suoi genitori. Resta il mistero del trolley

delitto Rea

Ennesimo mandato di perquisizione emesso dai giudici nell’ambito delle indagini relative a Melania Rea, la giovane donna di Somma Vesuviana scomparsa il 18 Aprile e ritrovata accoltellata due giorni dopo.

Ad essere perquisita questa volta è stata la casa del marito della vittima, Salvatore Parolisi, che al momento risulta essere l’unico indagato. L’operazione, eseguita dalle forze dell’ordine, è avvenuta in presenza dell’uomo che poi ha lasciato la sua abitazione a bordo dell’auto della’Arma. In corso d’opera Francesca, la sorella di Salvatore, ha raggiunto il fratello a casa sua.

L’obiettivo era quello di cercare oggetti che confermassero quanto sostenuto dal caporalmaggiore il quale in sede di interrogatorio ha dichiarato che quel 18 Aprile lui, la moglie e la figlia si trovavano a Colle San Marco. Nessuna delle persone ascoltate fino ad oggi ha mai avvallato quanto sostenuto dal coniuge. Ogni giorno diventa sempre più difficile credere, come confermato dalle forze dell’ordine, alla versione dell’uomo.

In un’arco temporale di circa un’ora sono stati controllati il box, la mansarda e la casa dove il caporalmaggiore vive con i suoi genitori.  La ricerca mirava a recuperare anche un trolley presente, secondo quanto testimoniato da un amico dell’uomo, un agente di polizia penitenziaria Raffaele Paciolla,nel cofano dell’auto di Parolisi il giorno della scomparsa di Melania.
Il fratello di Melania, Michele Rea, ha commentato: “La valigia che hanno portato via i militari da casa nostra l’aveva portata qui Salvatore il sabato successivo al giorno del ritrovamento di Melania, il mercoledì. Dentro c’erano gli abiti di Melania.

I carabinieri hanno svuotato la valigia, lasciando a noi gli abiti, e hanno portato via solo la borsa”. L’uomo conclude chiarendo che da quella casa è stata portata via anche un’altra valigia “ma non so di cosa si tratta”. Michele ha inoltre spiegato “gran brutta giornata per i miei genitori. Mia mamma si è molto agitata, noi non siamo affatto abituati all’arrivo dei carabinieri a casa”.
Salvatore Parolisi, invece, ha fatto sapere: “Come mi sento? Come sempre, sono sicuro di me stesso”.

Alessandro Patrizio, comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli mantiene sempre il massimo riserbo in merito alla vicenda “L’operazione è stata molto semplice perchè avevano di mira un obiettivo preciso. Tutto quanto raccolto è ora all’attenzione della Procura di Ascoli per le valutazioni finali” e ha confermato che c’è stato un trasferimento di alcuni uomini dell’Arma nella zona del napoletano per incrementare le forze a disposizione nelle indagini in corso.

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