Nel 68esimo anniversario dal bombardamento su Taormina, Irma Siragò ricorda il dramma della guerra

Irma Siragò

Il 9 luglio 1943, una data indelebile, il giorno in cui Taormina fu bombardata nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Ricorre il 68° anniversario da quelle bombe degli alleati, che colpirono la città durante i tragici avvenimenti del conflitto bellico.

Tra le persone che ricordano quella data c’è la signora Irma Kockel in Siragò, oggi 92 anni ed allora 24 enne.

“Le bombe – racconta Irma in una testimonianza ripresa dal taorminese Piero Arrigo, conoscitore e ricercatore di fatti ed avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale – ci colsero proprio nel nostro posto di lavoro, l’Hotel Metropol. Mio padre prese in gestione il Metropol nel 1922 e fu condotto dalla nostra famiglia fino al 1973.

Nel 1940, come la maggior parte degli alberghi di Taormina, fu requisito a pagamento dai militari tedeschi. Da noi alloggiavano Ufficiali e Sottufficiali che prestavano servizio al S. Domenico dove avevano organizzato il Comando Generale d’appoggio a quello di Randazzo. Quel giorno, come al solito, eravamo presenti in albergo io, mia mamma Veronica, mia sorella Margherita ed i miei fratelli Rudy e Max, e la servitù.

Alle 16 un grande boato ci avvertiva che parte del 2° piano era stata colpita dalle bombe. Sentivamo grida, ordini in tedesco e un gran trambusto. Il fumo dell’esplosivo e la polvere dei calcinacci riempivano gli ambienti ed il rumore assordante dei motori degli aeroplani ci terrorizzava. Increduli e spaventati ci siamo diretti tutti verso il portone d’ingresso e guardando in alto abbiamo raggiunto di corsa l’apertura del rifugio, accanto alla Chiesa di S. Giuseppe, che conduceva sotto piazza IX Aprile.

La scala era lunga e stretta e male illuminata, i gradini scivolosi, c’erano molti conoscenti ed una moltitudine di cittadini l’uno sull’altro. C’era chi gridava e chi pregava e nel trambusto generale abbiamo pure sentito le grida di una partoriente con le doglie: invocava aiuto. Tutto il Corso dopo la Torre dell’Orologio era sconvolto e il crollo di parte del Metropol ostruì la strada. Decidiamo di fare il giro di via Roma, a sorpresa, il S. Domenico è ancora in piedi ma la Chiesa è stata centrata in pieno.

C’è un continuo rincorrere di militari tedeschi ed automezzi di soccorso ma tutti ci ignorano. Col nostro letto sulla testa passiamo dal sottopasso dei Cannoni sotto il S. Domenico e finalmente sbuchiamo in via Roma. Raggiungiamo l’imbocco del rifugio ed entriamo giusto in tempo per adagiare la signora ed assistere alla nascita di un bambino.

Anche noi come tanti taorminesi fummo costretti a cercare una nuova sistemazione sicura altrove perchè ormai la guerra era arrivata a Taormina”.

© Riproduzione Riservata

Commenti