Precipita Unicredit, i mercati pagano indebolimento di Tremonti. Draghi promuove la manovra del governo

Piazza Affari

Attacco speculativo senza precedenti sul mercato finanziario italiano, reso più vulnerabile dalle incognite politiche dopo la bufera che si è abbattuta sul ministro dell’Economia Giulio Tremonti con l’arresto del suo ex consigliere politico Marco Milanese. Tremonti è considerato dagli investitori interbazionali il garante del rigore dei conti pubblici. Il quadro non è confortato dal clima internazionale che risente tra le altre cose delle preoccupazioni per le difficoltà delle banche europee a superare gli stress test. Il risultato è il tonfo di Piazza Affari del 3,8% (-3,47% in chiusura) e un nuovo record negativo per la forbice tra Bund e Btp che si è allargata fino a 2,47 punti percentuali o 247 punti base.

Un affanno che preoccupa il governatore della Banca d’Italia e presidente in pectore della Bce, Mario Draghi che si spende a favore della manovra varata dal governo e spinge la Consob a monitorare le ondate di vendite in Borsa, dove sotto pressione ci sono soprattutto le banche e in particolare Unicredit arrivata a perdere il 8%.

La manovra sui conti pubblici italiani contiene «misure interessanti che confermano che l’Italia ha delle opzioni per risparmiare». A dirlo è Alexander Kockerbeck, analista di Moody’s per il debito sovrano, spiegando in un’intervista all’Ansa che l’agenzia di rating attende ora l’approvazione parlamentare e gli emendamenti alla manovra, sulla cui realizzazione pratica «c’è un punto interrogativo». Moody’s osserva con attenzione anche la situazione politica italiana: «bisogna vedere – spiega Kockerbeck – se continuerà ad esserci un ambiente in cui si possono davvero realizzare le misure annunciate, o se ci sono ostacoli».

La gestione della crisi in Grecia è un fattore che sta influenzando «in modo importante» il costo del debito pubblico italiano e che «determina le condizioni ambientali in cui il governo cerca di ridurre il debito pubblico» ha detto ancora Kockerbeck che segue il rating sovrano dell’Italia. Nell’attuale situazione, che dipende anche da fattori esterni, dalle autorità governative «bisogna avere delle risposte che tolgano sfiducia e nervosismo dai mercati».

La Commissione di Vigilanza sulle società e la Borsa ha in corso un monitoraggio stretto dell’andamento dei prezzi. Sotto osservazione, in particolare, i titoli del settore bancario e finanziario tra cui FonSai, la compagnia del gruppo Ligresti in via di ricapitalizzazione protagonista di un tracolllo al listino . Ad una prima valutazione, scrive l’Ansa, sarebbe stata riscontrata una iper-reazione degli operatori alle incertezze politiche, considerata «probabilmente eccessiva». Ma anche fattori tecnici avrebbero che hanno contribuito ad amplificare i ribassi: è il caso degli «stop-loss» meccanismi automatici di vendita che scattano al superamento di soglie predeterminate di prezzo.

L’andamento della seduta di oggi ricalca solo in parte quello della nerissima mattina del 24 giugno quando dopo una partenza cauta i titoli bancari sono crollati. Lì si era parlato di flash-crash, l’improvviso precipitare dei prezzi (che però almeno in parte si sono poi ripresi) rimasto senza una spiegazione. E proprio dalle indagini avviate da Consob per spiegare quei movimenti anomali nasce l’audizione che si è tenuta in mattinata via Martini con la delegazione di Moody’s. L’agenzia di rating la sera prima, giovedì 23 giugno, aveva annunciato di aver messo sotto osservazione il rating di 16 banche italiane

In mattinata è stata raggiunta quota 247: significa che il Tesoro è obbligato a collocare i suoi titoli ad un rendimento di due punti e mezzo più alto rispetto a quelli della Germania, e di quasi due rispetto a quelli di Francia e Gran Bretagna. Contemporaneamente si deprezzano i titoli già nei portafogli delle banche, delle famiglie e delle aziende. Il tasso di rendimento dei titoli di Stato a 10 anni dell’Italia è salito al 5,36%.

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