Nove anni a Don Bisceglia, sei al suo segretario. Il frate urla: “Vergognatevi tutti, sono innocente”

padre Fedele Bisceglia

Nove anni e tre mesi di reclusione: è la condanna inflitta dal tribunale di Cosenza a padre Fedele Bisceglia, giudicato colpevole di violenza sessuale su una suora. Il tribunale ha condannato anche il segretario, Antonio Gaudio a 6 anni e 3 mesi per lo stesso reato. “Vergognatevi tutti, magistrati, suore e preti, perché è stato condannato un innocente”. Sono le parole gridate da padre Fedele dopo la sentenza: “Avete infangato un sacerdote onesto”.
L’ex frate cappuccino, noto come leader degli ultras del Cosenza calcio, era accusato di violenza sessuale nei confronti di una suora dell’Oasi francescana da lui fondata per accogliere persone in difficoltà.

A condannarlo è stato il collegio dei giudici del tribunale di Cosenza, presieduto da Antonia Gallo. Altrettanto pesante la condanna inflitta ad Antonio Gaudio, segretario del frate e imputato per lo stesso reato, al quale i giudici hanno inflitto una pena a sei anni e tre mesi di reclusione. Subito dopo la sentenza, Padre Fedele ha parlato di “un complotto messo in piedi ai miei danni”.

“Grazie, attendevo questo momento da anni” ha commentato con la voce rotta dall’emozione la religiosa vittima della violenza sessuale. La madre superiore generale del suo ordine, le Suore Francescane dei Poveri, suor Tiziana Merletti, giunta appositamente da New York, dove ha sede l’ordine, per assistere alla lettura del dispositivo, ha detto: “Era commossa e contenta perché è stata riconosciuta pubblicamente la veridicità del suo racconto. La nostra suora non ha fatto denuncia per sè ma per le altre donne”.

Padre Fedele Bisceglia finì in carcere il 23 gennaio 2006 per i cinque stupri denunciati dalla suora. La donna riferì di essere stata costretta ad assumere dei farmaci, che l’avrebbero resa completamente succube dei suoi presunti violentatori. L’accusa ha incentrato il processo sull’esuberante personalità dell’ex frate missionario, noto per la sua passione calcistica, da vero ultrà, per la squadra del Cosenza e per avere convertito una pornostar, mentre la difesa ha puntato sulla mancanza di prove consistenti che confermino le violenze.

A conclusione delle arringhe difensive, nei giorni scorsi, era stato lo stesso Bisceglia a ribadire la propria innocenza leggendo in aula una lettera in cui invitata la suora a dire la verità e chiedeva, provocatoriamente, all’ex questore e all’ex dirigente della mobile che l’arrestarono, cinque anni fa, dove fossero le prove lampanti e i filmati che dovevano provare la sua colpevolezza.

Nell’ottobre 2007, padre Fedele Bisceglia fu espulso dall’Ordine generale dei frati minori cappuccini non per la vicenda processuale, ma per le intemperanze che gli erano già costate tre ammonimenti. L’espulsione scaturì dall’ennesmima partecipazione del frate ad una partita del Cosenza, seduto in curva con gli ultrà con una sciarpa rosso-blu legata al collo.

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