Tremonti: “Arriveremo all’obiettivo pareggio. Salva-Fininvest? Chiedete a Letta, ma ne parlerà Palazzo Chigi”

Giorgio Napolitano

Con questa manovra l’Italia riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014. Lo ha assicurato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti presentando il provvedimento alla stampa. «Siamo totalmente convinti che quanto disposto con questa manovra ci porta linearmente e strutturalmente sul sentiero di arrivo al pareggio di bilancio. E se sei al pareggio, il debito scende automaticamente», sono le parole pronunciate da Tremonti. «L’Italia – ha aggiunto il ministro – ha una tradizione di perfetto centramento degli obiettivi di bilancio europei».

Il superministro non ha voluto spiegare l’accaduto sulla norma salva-Fininvest introdotta a sorpresa nel testo della manovra inviato lunedì al Quirinale. E alla giornalista di Sky che ha insistito con le domande ha replicato: « «Credo sia una riunione per discutere del testo che c’è, del resto parlerà ufficialmente palazzo Chigi. Le diamo il telefonino di Letta…» Il sottosegretario si era presentato in conferenza stampa affermando di rappresentare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

«Ho letto tanto, ho letto di discussioni complicate, ho letto di mie dimissioni – ha aggiunto Tremonti -. Ma il testo uscito dal Consiglio dei Ministri è il testo che il ministero dell’Economia ha presentato. Il Cdm ha introdotto novità importanti, c’è stata una discussione impegnativa su molti punti, ma in generale c’è stata condivisione sull’impianto, credo sia giusto affermare il punto che il testo presentato in sede politica, ai gruppi parlamentari, e presentato qui era il testo che avevamo in mente».

Berlusconi ha chiesto al Tesoro di ritirare dalla manovra la norma salva-Fininvest sul Lodo Mondadori, dopo le polemiche degli ultimi giorni. È quanto ha sostenuto il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, secondo il quale «era una norma responsabile che prevedeva le sanzioni venissero pagate dalle aziende solo alla sentenza della Cassazione. Era una norma di civiltà». «Poi si è scatenato l’inferno -e responsabilmente Berlusconi, vero Giulio – ha aggiunto Romani all’indirizzo di Tremonti – ha chiesto al Tesoro di ritirarla»

Il capo della Stato ha firmato questa mattina il testo della manovra finanziaria, ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta aprendo la conferenza stampa. Il testo sarà sulla Gazzetta Ufficiale e sarà legge dai primi di agosto.«Sono voluto venire a presentare questa conferenza, a sottolineare che non ci sono stati momenti di tensione e lacerazione e all’interno del governo, che lo ha adottato nel suo complesso» ha detto Letta anche riferendosi alle polemiche sulla norma salva-Fininvest.

I problemi di volo di ieri «vorrei davvero non fossero considerati una scusa per non fare la conferenza stampa che, come vedete si sta svolgendo oggi» ha sostenuto Tremonti senza altri accenni, almeno per ora, alla polemica sull’inserimento a sorpresa del codicillo salva-Fininvest che avrebbe evitato al gruppo di Berlusconi di pagare la maximulta sul lodo Mondadori

«L’atto presentato a Napolitano è diverso da quello approvato in Consiglio dei ministri. Quindi qualcuno lo ha falsificato. Ci sono gli estremi perchè intervenga la procura. Chiedo a Berlusconi di venire a riferirne in Parlamento» ha affermato il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, in un’intervista a Il Secolo XIX

«Si poteva fare alla Masaniello, tutto cambi perchè nulla cambi. Ma noi seguiamo invece un percorso compatibile con la struttura istituzionale del Paese, facendo una legge che rispetta la legge» ha detto Tremonti in riferimento ai tagli ai costi della politica. Questi ultimi, ha annunciato, andranno all’8 x mille per finanziare il terzo settore.

«La crescita non dipende da un atto, non ha un momento istantaneo, ma deriva dall’azione collettiva di tutti. A differenza del bilancio, che dipende da un Governo e da una legge» ha detto tra le altre cose Tremonti replicando alle critiche su una manovra considerata recessiva

Il governo è pronto a modificare la norma contenuta nella manovra che blocca la rivalutazione delle pensioni di 13 milioni di cittadini, compre se quelle medio basse. Lo ha assicurato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Siamo pronti a modifiche – ha detto -. Siamo apertissimi a discuterne, come abbiamo detto da subito»

Al netto del caso Fininvest ancora tutto da spiegare, la manovra sta sollevando forti polemiche per la stangata che attende dieci milioni di risparmiatori, anche piccoli, che saranno colpiti dalla «patrimoniale» sul deposito titoli. L’aumento progressivo del bollo d’imposta su conto titoli rischia di vanificare gli investimenti specie quelli di importi contenuti, tanto che qualcuno ha ipotizzato il rischio di fuga da Bot e Btp. L’imposta aumenterà subito da 34,2 a 120 euro e salirà a 150 nel 2013. Sopra i 50 mila euro, la tassa è destinata a salire a 380 euro dal 2013.

«La manovra non assicura il governo del territorio e vanifica il percorso del federalismo fiscale», hanno detto nel corso di una conferenza stampa congiunta il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il vicepresidente dell’Anci, Graziano Delrio. E anzi per quest’ultima associazione la manovra è «la pietra tombale sul federalismo». La protesta ha il «pieno appoggio» del sindaco di Roma Gianni Alemanno che chiede a Berlusconi di convocare l’Anci: « La manovra presentata dal Governo non è sostenibile per i Comuni italiani»

«In un momento complesso come questo, il nostro Paese ha bisogno di tagliare la spesa pubblica, di riequilibrare i conti, altrimenti rischia di diventare come la Grecia, anche se non siamo come la Grecia», ha affernato la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, sottolineando che «tagliare la spesa non piace a nessuno, ma dobbiamo farlo».

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