Il boia di Srebrenica davanti all’Aia col beretto da militare: “mi rifiuto di dichiararmi colpevole o innocente”

Ratko Mladic

Ratko Mladic si è rifiutato di dichiararsi colpevole o non colpevole davanti al Tribunale penale internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia. La corte dell’Aja, dopo che il giudice Alfonso Orie ha fatto allontanare Mladic dall’aula in seguito a un’invettiva, ha stabilito a suo nome una dichiarazione di non colpevolezza. Poco prima il giudice aveva respinto la richiesta di Mladic di rinviare l’udienza. Un rinvio chiesto dall’ex generale serbo bosniaco perché non pronto a dichiararsi, così come prevede la procedura, colpevole o non colpevole. 

Il giudice ha letto tutte le accuse che sono state formalizzate dal Tribunale penale per la ex Jugoslavia nei confronti di Mladic, per genocidio e crimini di guerra e contro l’umanità, spiegando ogni volta che, per conto di Mladic, dichiara l’ex generale “non colpevole”.

“Non ascolterò tutta questa roba. Senza il mio avvocato, non ascolto più. Chi sei tu? Non mi state permettendo di respirare”, è sbottato l’uomo che guidò le forze serbo bosniache. Litigando anche con un gruppo di familiari delle circa 8.000 vittime del massacro di Srebrenica. All’urlo “criminale”, Mladic ha risposto con una serie di gesti offensivi.

L’ex generale, contrariamente a quanto annunciato,  stamattina si è presentato in aula,  indossando il suo vecchio berretto da soldato in testa. Che gli è stato chiesto di togliere. “Ho freddo alla testa, lasciatemi rimettere il berretto – si è inalberato l’ex generale – sono malato, metà del mio corpo non funziona, non voglio parlare con lei, mi sta imponendo condizioni impossibili” ha detto mladic al giudice.

Arrestato in Serbia il 26 maggio scorso dopo quasi 16 anni di latitanza, e poi estradato all’Aia, Mladic era già comparso per la prima volta davanti ai giudici il 4 giugno, rifiutando di dichiararsi colpevole o meno. Da regolamento, dunque, la nuova udienza preliminare era stata fissata per oggi, a distanza di un mese. E oggi l’avvocato Milos Saljic ha detto che l’ex generale si è rifiutato di comunicare con lui e ha chiesto che l’udienza venisse aggiornata e assegnata a nuova data. Ma la Corte ha declinato la richiesta.

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