Clima rovente per la norma pro-Berlusconi inserita nel manovra: malumori della Lega, il Colle non commenta

Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi

Bufera sulla manovra contenente la norma salva-Berlusconi, l’ennesima. “Errori da correggere”, scrive il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. «Non ci pare equa», è la posizione di Famiglia Cristiana di questa settimana che boccia, nel suo editoriale di apertura, la manovra da 47 miliardi di euro (il 3% della ricchezza nazionale) proposta dal governo. «Per essere davvero giusta dovrebbe chiedere a tutti di tirare la cinghia».

A cominciare dai politici, cui spetta dare l’esempio. E invece? I tagli agli scandalosi costi dei politici vengono rimandati al futuro» scrive il settimanale. Inoltre la manovra è, per Famiglia Cristiana, «simile alla politica cui siamo abituati da anni: solo parole». Insomma «ipocrisia» e «incompetenza» nel gestire le sorti del Paese. «Nel documento economico di Tremonti brillano per assenza due promesse strombazzate in campagna elettorale: abolizione delle Province e quoziente familiare (ora Fattore famiglia).

«Di questa norma non c’è stata discussione approfondita in Consiglio dei ministri, se capisco bene si tratta di una norma generale e non particolare»: lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini interpellato sulla clausola che riguarda il Lodo Mondadori inserita nella manovra. Il ministro ha aggiunto che si tratta di «un principio che già esiste, non c’è nessun intento ad personam».

Mentre il vice-presidente del Csm, Michele Vietti, pone l’accento sul principio di uguaglianza: «Non entro nel dettaglio di una norma non ancora presentata in Parlamento – spiega Vietti – ma voglio solo rilevare che il principio dell’esecutività delle sentenze di secondo grado è un principio generale che vigeva già prima che diventassero provvisoriamente esecutive le sentenze di primo grado. Modificare questo principio significherebbe rischiare di stravolgere il sistema giudiziario e credo che convenga non farlo per non violare il principio di eguaglianza fra i cittadini di fronte alla legge».

Carmelo Briguglio, vice-presidente vicario dei deputati Fli, rimanda invece ogni decisione al Quirinale sulla presunta norma ad personam, al netto di ogni considerazione sul conflitto d’interesse: «giriamo rispettosamente il quesito al Quirinale – sottolinea Briguglio – e a chi in questo Paese ha il compito e anche il dovere di fare osservare le leggi della Repubblica». «Non ne so nulla, non l’ho scritta io», risponde invece Niccolò Ghedini a chi gli chiede della norma ‘salva lodo Mondadori inserita nella manovra economica. «Non mi occupo di civile, ma di penale. Non ho nulla da dire», aggiunge.

«Non dico nulla. Sulla manovra, quando sarà il momento, conoscerete le nostre determinazioni». Così, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente al convegno «Europa più democratica», ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento sul testo trasmesso dal governo al Quirinale.

Intanto è stata rimandata la conferenza stampa sulla manovra economica prevista alle 12 presso il ministero dell’Economia e delle Finanze. Lo rende noto il dicastero di via XX Settembre. All’incontro con i giornalisti dovevano prendere parte i ministri Giulio Tremonti (Economia), Renato Brunetta (Pubblica amministrazione), Paolo Romani (Sviluppo economico), Maurizio Sacconi (Lavoro) e Roberto Calderoli (Semplificazione normativa). Il rinvio, secondo quanto si apprende, sarebbe dovuto all’impossibilità di Tremonti di raggiungere Roma a causa del maltempo.

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