Rimane in primo piano il caso Asm, giovedì si va in aula per il Consiglio con all’odg lo scioglimento dell’azienda

i bus navetta dell'Asm

Mentre i lavoratori Asm annunciano una manifestazione di protesta per la mattinata di mercoledì dalle 10 alle 14, dalla segretaria provinciale della Filt Cgil riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

“Dopo anni di imbarazzante silenzio sull’Asm – scrive il segretario provinciale Pino Foti – adesso questo improvviso interessamento sul futuro della partecipata, da parte del sindaco e del consiglio comunale di Taormina, appare strano e soprattutto sospetto.

Anni di inviti, di denunce, di incontri in sede prefettizia, e di richieste di chiarimento su cosa si volesse fare di quell’azienda sono cadute inesorabilmente nel vuoto, ed adesso con una impressionante accelerazione si punta addirittura alla liquidazione, come se questa alla fine bastasse da sola a sollevare tutti dalle oggettive responsabilità, e a risolvere in un colpo solo il problema di utenti e lavoratori.

Che l’Asm sia sempre stata oggetto di scontro politico, e che si sia retta solo grazie all’impegno dei lavoratori, non è una novità. Così come non lo è il fatto che la direzione di quell’azienda abbia sempre operato con eccessiva discrezione, vanificando spesso gli sforzi del consiglio di amministrazione, a cui è invece sottoposta statutariamente per indirizzo e controllo, e dunque sabotando di fatto il raggiungimento di intese. La dissonanza tra ciò che il C.d.A. ha proposto  e quanto invece nei fatti la direzione ha disposto è stata sempre molto plateale e, nonostante sia stata per tempo puntualmente segnalata, non ha mai suscitato alcuna preoccupazione negli organi del Comune di Taormina, che in merito hanno preferito fare spallucce.

Nemmeno la minaccia della soppressione, dettata dalla legge per le aziende pubbliche dei comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, ha mai preoccupato più di tanto il palazzo comunale, così come il paventato blocco dei trasferimenti regionali a causa del permanere dell’illegittima veste giuridica di azienda speciale.

Su questi presupposti e dopo che il referendum ha fortunatamente cassato l’obbligo della partecipazione dei privati e l’espletamento delle gare, appare artificioso, e soprattutto illogico, avviare la liquidazione dell’ente strumentale senza ben prima conoscere come il legislatore regolerà la materia.

Se l’impellente necessità di disporre la liquidazione è dettata, per il consiglio comunale, dal deficit del bilancio aziendale che l’ente locale ha comunque l’obbligo di onorare per le  aziende speciali, questa soluzione è inadeguata. Intanto perché tutti i debiti, maggiorati anche da quelli derivanti dalla chiusura attività, cadranno inesorabilmente sulle spalle dei cittadini di Taormina, e poi perché senza una azienda pubblica il Comune si ritroverà a dover pagare altri soggetti per espletare quei servizi. A meno che non si pensi di pareggiare almeno per il momento i conti svendendo ai privati attività remunerative e sinora ancora fortunatamente pubbliche.

Se invece il problema è la gestione dell’azienda, come dimostra il fatto che il nuovo presidente Fragale, nonostante le buone intenzioni e le capacità, non sia stato messo in grado di operare quelle indispensabili scelte per il rilancio che pure avevano trovato d’accordo il sindacato ed i lavoratori, allora la soluzione della liquidazione è sproporzionata e basterebbe che il sindaco, con gli strumenti di cui dispone, rimuovesse immediatamente l’ostacolo esistente.

Oltretutto, prima di decidere se liquidare l’Asm, sarebbe opportuno indicare cosa viene dopo, in quale azienda transiteranno i lavoratori, dato il blocco delle assunzioni al comune, o quale altro escamotage si intende praticare per tutelare alla fine occupati e servizi.

Riteniamo comunque inaccettabile il tentativo di dividere e di spartirsi i lavoratori in questo scontro, di giocare sul dramma della paventata perdita del posto di lavoro che per quanto ci riguarda  non può, e non deve, essere messo in discussione anche perché , come tutti sanno, è legato, all’effettuazione dei servizi che sono ancora in capo al Comune di Taormina.

Non parteggiamo negli scontri politici e tantomeno condividiamo la caccia alle streghe aperta da tempo contro qualche lavoratore, ma la scelta non può essere tra la liquidazione dell’azienda oppure l’assunzione che in Asm tutto vada bene così. La soluzione per quanto ci riguarda sta invece in una azienda pubblica risanata e rilanciata, che sia concretamente ente strumentale del comune, che attraverso i propri organi ne fissi gli obiettivi ed attui il controllo sulla direzione e sulla gestione delle attività, sempre più rispondenti alle esigenze dell’utenza, e finalmente rispettosa dei diritti dei lavoratori”.

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