Un comma per bloccare risarcimento a “Cir”: prevista la sospensione delle condanne in sede civile. Pd: “vergogna”

Silvio Berlusconi

Nella manovra un’altra norma ad personam per il presidente del Consiglio e le sue aziende. Viene infatti deciso lo stop in appello all’esecuzione delle condanne civili che superino i dieci milioni di euro e stop in Cassazione per quelle che vanno oltre i 20 milioni, in cambio di una idonea cauzione.

Due modifiche al codice di procedura civile che potrebbero influire anche sull’attesa sentenza d’appello del tribunale d’appello civile per il Lodo Mondadori, prevista per la fine di questa settimana. Fininvest in primo grado era stata condannata a risarcire la Cir con 750 milioni di euro.

La bozza aggiunge infatti un comma all’articolo 283 del codice di procedura civile che parla dei provvedimenti sull’esecuzione provvisoria in appello e che prevede che il giudice dell’appello, “su istanza di parte quando sussistono gravi e fondati motivi sospende in tutto o in parte l’efficacia esecutiva o l’esecuzione della sentenza impugnata, con o senza cauzione”. Il comma aggiuntivo che sarebbe spuntato nella manovra economica recita: “La sospensione prevista dal comma che precede è in ogni caso concessa per condanne di ammontare superiore a dieci milioni di euro se la parte istante presta idonea cauzione”.

La capogruppo del Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, ha duramente criticato la norma. “Sono senza vergogna, è scandaloso che in una finanziaria che prefigura lacrime e sangue per il paese sia contenuta una norma di classe, che consente ai più ricchi dilatare il regolare corso della giustizia e che, guarda caso, molto probabilmente farà tirare un sospiro di sollievo alle aziende del presidente Berlusconi”, ha dichiarato in una nota.

“Si tratta di una norma nascosta alla fine dell’articolo 37 della manovra che modificando l’articolo 373 del codice di procedura civile, guarda caso, interviene sul processo Fininvest-Cir, quello sulla vicenda del Lodo Mondadori imponendo l’automatica esecuzione della sentenza che ha condannato Fininvest a risarcire Cir con 750 milioni di euro. Siamo davanti ad una norma ‘pro Berlusconi’, altro che partito degli onesti, anche in momenti così difficili il premier non dimentica gli interessi delle proprie imprese”, ha spiegato.

Interviene anche Antonio Di Pietro: “Anche le azioni criminali – afferma in una nota il leader dell’idv – hanno un limite per essere credibili, oltre il quale diventano ridicole”.

Secondo Di Pietro “se nel testo definitivo della manovra ci fosse una norma criminogena, volta ad assicurare a Berlusconi l’annullamento del pagamento dovuto al gruppo De Benedetti, sarebbe la dimostrazione che il governo ha perso il senso del limite e il senno. Come si può approfittare così delle istituzioni? Un giudice accorto – conclude – dovrebbe disapplicare questa disposizione perché palesemente immorale e incostituzionale”.

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