Ritratto aggiornato del super-boss, l’ultimo era al 2007. Investigatori hanno utilizzato la tecnica dell’Age Progression

Matteo Messina Denaro

Matteo Messina Denaro, la primula rossa della mafia siciliana, nonché il quarto latitante più ricercato del mondo, da oggi ha un nuovo volto. O meglio, un nuovo identikit. L’ultimo ritratto disegnato dalla polizia di Stato e diffuso negli uffici degli investigatori risale all’aprile del 2007, ma adesso, al fine di facilitarne le ricerche, la Scientifica ha predisposto una nuova ipotesi realizzata con la tecnica dell’Age Progression (sviluppo o evoluzione di un volto in ragione del trascorrere del tempo ed in funzione dell’età). Il boss mafioso appare, ovviamente, un po’ più stempiato, invecchiato e leggermente più robusto.

Dalle immagini datate del latitante, parametrate a quelle relative ai suoi congiunti, come il fratello Salvatore, per il quale i pm hanno recentemente chiesto 20 anni di reclusione considerando anche lui al vertice delle cosca di Castelvetrano – e tenendo conto del precedente identikit elaborato nell’aprile 2007, mediante simulazione grafica computerizzata è stata sviluppata una nuova ipotesi di ricostruzione dei tratti somatici del latitante procedendo all’invecchiamento dei tratti fisionomici del volto e completando le diverse immagini con elementi di dettaglio, con o senza gli occhiali, con o senza il cappello. Matteo Messina Denaro, che oggi ha 49 anni, è ricercato dal maggio del ’93.

Soprannominato Diabolik per la sua abilità nello sfuggire alla cattura, viene considerato dagli inquirenti l’erede di Totò Riina. Condannato all’ergastolo per associazione mafiosa e per le stragi del ’93, è stato autore di numerosi omicidi. Durante la sua latitanza si sarebbe sottoposto anche a un intervento agli occhi in Spagna in una clinica molto nota di Barcellona. Il ritratto che emerge dai racconti dei pentiti e dai «pizzini» sequestrati nel covo di Bernardo Provenzano è quello di un boss spietato cui piace vestire in modo elegante e che ama le belle donne.

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