In Val di Susa continua il “no” all’alta velocità. Due cortei verso Chiomonte. Uno istituzionale, l’altro dei centri sociali

la protesta No Tav

In Val di Susa è la giornata della protesta No Tav. A migliaia si sono radunati a Exilles e a Giaglione, per poi marciare fino al cantiere di Chiomonte e protestare contro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

L’appello alla mobilitazione era stato lanciato dai leader dei comitati nazionali No Tav lunedì scorso, dopo che duemila uomini delle forze dell’ordine avevano sgomberato, il giorno prima, l’area della Maddalena, occupata per oltre un mese dal presidio permanente degli oppositori alla grande opera, permettendo così l’avvio dei lavori per la costruzione del tunnel geognostico preliminare alla linea ferroviaria.

Le autorità hanno deciso di chiudere per sicurezza la A32 Torino-Bardonecchia, a quanto pare dopo il lancio di alcune pietre contro gli agenti di un presidio, ma finite sulla carreggiata, da parte di persone non identificate. Un gruppo di partecipanti al corteo di Giaglione, dopo il primo posto di blocco della polizia, ha lasciato il percorso principale e si è diretto nei boschi con il proposito di raggiungere l’aera dei lavori.

La situazione viene monitorata dall’alto attraverso gli elicotteri. Nel corso di una bonifica nei pressi del cantiere della Maddalena sono poi state sequestrate dalla polizia quattordici bombe carta. Sempre nei pressi del cantiere si sono registrati anche i primi scontri tra polizia e manifestanti e gli agenti hanno iniziato a sparare dei lacrimogeni.

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