Ci sono partiti che da tempo non esistono eppure continuano ad essere sovvenzionati con fondi statali

partiti italiani

Margherita, Democratici di sinistra, Alleanza Nazionale, Forza Italia. Sono solo alcuni dei partiti cosiddetti fantasma, quei partiti, cioè, che non fanno più parte del Parlamento italiano perchè sono stati sciolti o non hanno raccolto il consenso degli elettori. Ebbene, nonostante non esistano più, un’inchiesta del quotidiano ‘La Repubblica‘ ci spiega come mai continuino a costarci molti soldi.

 Un comma nascosto e passato inosservato della legge mille proroghe del febbraio 2006, infatti, ha stabilito che lo Stato debba continuare a finanziare i partiti per tutta la legislatura, anche in caso di interruzione anticipata.

L’ex Ministro della difesa Arturo Parisi spiega: ‘Siccome la legge prevede che il contributo assuma la forma di rimborso elettorale, ciò obbliga l’amministratore del partito a non potervi rinunciare. Dal momento che, se vi rinunciasse, potrebbe essere denunciato per cattiva amministrazione. Ecco come è stato aggirato il referendum che vietava qualsiasi finanziamento ai partiti da parte dello Stato‘. Insomma, davvero una situazione kafkiana!

Un esempio. Alleanza Nazionale non esiste più dal 2008. Nonostante questo continua a ricevere i finanziamenti statali che sono gestiti da una fondazione, mentre Futuro e Libertà, il nuovo partito di Gianfranco Fini, non percepisce una lira.

Insomma, per concludere, i finanziamenti ai partiti fantasma hanno raggiunto la cifra di circa 500 milioni di euro nell’arco del quinquennio 2006-2011, pari alla somma stanziata dal governo per Roma capitale.

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