Dipendenti e sigle sindacali uniti contro lo scioglimento: “quali interessi si celano dietro quest’operazione?”

bus Asm in piazza S. Pancrazio

I lavoratori dell’Asm e i sindacati ufficialmente concordi nell’esprimere all’unanimità posizione contraria all’ipotesi di uno scioglimento e messa in liquidazione dell’azienda municipalizzata, che vorrebbero porre in essere alcuni assessori e consiglieri comunali.

Noi dipendenti di Asm – si legge in una nota –  venuti a conoscenza delle ultime notizie relative alla convocazione del consiglio comunale in data 7 luglio 2011, avente all’ordine del giorno i punti relativi alla modifica dell’articolo 64 dello statuto Asm, riguardante le modalità di liquidazione dell’Azienda ed il successivo ed immediato scioglimento della stessa, spinti dalle comprensibili preoccupazione ed apprensione per l’improvvisazione e la superficialità con cui è stato posto in essere l’argomento, abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con i nostri vertici aziendali per delucidazioni e chiarimenti.

All’incontro, con vivo rammarico non è stata registrata la Vostra partecipazione, ma solo quella del sindaco, Mauro Passalacqua, e dell’assessore alle partecipate, Carmelo Valentino. Dall’incontro è emerso chiaramente che l’Azienda non sarebbe nelle condizioni previste dalle normative vigenti per essere posta in liquidazione.

Pertanto, chiediamo di essere ricevuti, vista la brevità dei termini, al massimo entro martedì mattina, al fine di ottenere un confronto diretto sulla questione che ci tocca personalmente, dato che mette a repentaglio i nostri posti di lavoro e conseguentemente il regolare svolgimento di tutti i servizi resi quotidianamente alla collettività ed ai turisti.

Confidiamo nella vostra disponibilità a un sollecito riscontro, riservandoci sin da ora di esercitare ogni azione di protesta e salvaguardia dei lavoratori nonché ogni azione legale a nostra difesa”.

Nota segretaria provinciale Fit-Cisl: “Sarebbe un’azione paradossale, perché è pretestuoso parlare di liquidazione per un’azienda che non risulta abbia gravi problemi debitori come si vuol rappresentare nè tali da giustificare una simile decisione. Non permetteremo che, sulla pelle dei lavoratori, si giochi una partita che temiamo abbia obiettivi “poco nobili” e frutto di logiche diverse da quelle economiche dell’azienda.

Considerato anche quanto accade nelle aziende compartecipate messinesi reputiamo inimmaginabile che il Comune di Taormina punti frettolosamente, trovando anche inaspettati riscontri, alla liquidazione dell’Asm sul cui futuro, al contrario, si dovrebbe scommettere e rilanciare. Quella taorminese è un’azienda che eroga regolarmente i propri servizi e onora gli stipendi ai dipendenti. Pensiamo  si preferisca parlare di liquidazione e insinuare  tra i lavoratori un prevedibile e legittimo stato di incertezza per il loro futuro occupazionale.

A nostro avviso sono molte le circostanze poco chiare che hanno portato parte della politica locale, e non solo, a proporre una frettolosa liquidazione dell’Asm. La scelta appare giustificata dal presunto deficit aziendale accumulato che sembra più che altro essere stato creato ad arte e il risultato di logiche che nulla hanno a che fare con la gestione aziendale.

La Fit Cisl è preoccupata per la mancanza di un progetto alternativo da parte di chi si affretta a proporre la via della liquidazione come strada unica e inevitabile. Fit Cisl appoggerà e promuoverà ogni forma di lotta e denuncia  a sostegno dei lavoratori Asm, contro tatticismi politici e interessi di parte che mettono a repentaglio un servizio indispensabile per la comunità di Taormina e la sua immagine, ma soprattutto per il futuro di 71 famiglie.

Al Consiglio comunale chiediamo di sospendere ogni frettolosa decisione e aprire, come già richiesto dalla Fit Cisl, una fase di concertazione con le parti sociali per trovare e percorrere un percorso condiviso”.

Nota segreteria provinciale Uil-trasporti: “L’operazione per la liquidazione che abbiamo appreso con sgomento, vorrebbe sottrarre al giudizio popolare la volontà della decisione ed assegnare tale importante  scelta al Consiglio comunale, senza tenere conto delle parti sociali che rappresentano circa 100 lavoratori con le loro famiglie.

Prima di far morire un’azienda sana una riflessione in tal senso è stata compiuta?

Non si ci spieghiamo quali interessi si celano dietro una simile operazione che non trova alcuna interpretazione. Il futuro è la Spa non la liquidazione.

La liquidazione è una scelta che che a nostro giudizio non ha alcuna concreta base per essere adottata, trattandosi anche di una storica azienda che ha iniziato la propria attività  con la sola gestione della funivia e che oggi conduce adeguatamente numerosi ed importanti servizi per la collettività taorminese e ne rappresenta il “fiore all’occhiello”.

Non abbiamo certamente la presunzione di entrare nelle pieghe dei costi e dei ricavi dell’Asm: certamente chi è informato dei fatti, come lo siamo noi, conosce anche i motivi che hanno portato ad un appesantimento dei costi sulla stessa azienda… motivi che nel passato hanno evitato che le precedenti amministrazioni comunali avessero dovuto dichiarare il dissesto finanziario.

Invitiamo tutti i soggetti, a qualsiasi titolo interessati, ad una pacata riflessione. Chiediamo un incontro urgente per individuare con l’apporto di tutte le forze sane un percorso comune”.

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