Emergenza rifiuti, ennesima provocazione del ministro leghista: “pronto a fare il commissario ma armato”

Roberto Calderoli

Dopo i rilievi al decreto rifiuti mossi dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, la Lega non perde tempo e ritorna alla carica. Fa sentire la sua voce il senatur in prima persona, durante un comizio nel suo paese natale, Cassano Magnago, in provincia di Varese.

«I rifiuti se li tengano a Napoli. Anche se il presidente della Repubblica ha detto che il decreto è insufficiente lo capisco perchè lui è originario di Napoli… però la gente del nord non vuole i rifiuti di Napoli».

Umberto Bossi non intende polemizzare con il Colle ma tiene il punto sull’emergenza rifiuti e ripete che quella immondizia se la devono tenere a casa loro. Il senatur ha voluto tirare anche un bilancio sul dopo-Pontida elencando quelle che considera le vittorie della Lega a cominciare dalla manovra economica che «era partita male» ma poi è stata raddrizzata dal Carroccio.

E sempre per merito della Lega – ha sottolineato il ministro delle Riforme – il ministro Tremonti è stato costretto a fare «retromarcia» sull’aumento dell’età pensionabile per le donne, «Grazie a noi siete salve», ha detto il leader leghista che ha anche rivendicato il merito di aver fatto «passare la revisione del patto di stabilita» e così «i comuni virtuosi potranno spendere i loro soldi». Bossi ha poi ripetuto che entro la fine luglio avverrà il trasloco da Roma a Monza ( a Villa Reale) degli uffici del suo dicastero e di quelli di Calderoli e Tremonti: «Stiamo portando i mobili», ha fatto sapere il leader leghista per il quale «le gambe» possono restare a Roma, ma le «teste» devono trasferirsi al Nord.

E se Bossi riesce a tenere i toni abbastanza bassi, non fa lo stesso il ministro Calderoli che, senza peli sulla lingua dice di essere «pronto» a fare «il commissario per l’immondizia a Napoli» ma «armato» e «senza porgere l’altra guancia»: se non si riescono a fare i termovalorizzatori userà «i lanciafiamme».

Parola del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che illustra il suo punto di vista sul decreto rifiuti e sulle osservazioni del Quirinale. «Non credo che la richiesta del capo dello Stato fosse rivolta alla Lega – spiega -, che quel decreto non lo ha sottoscritto, ma a chi ha la competenza costituzionale sui rifiuti, ovvero comune, provincia e regione».

Calderoli è netto: l’unico «intervento risolutivo» a Napoli è «quello di stampo europeo secondo il quale ognuno risolve i problemi a casa propria. Che scavino i buchi e facciano le discariche e i termovalorizzatori come nel resto del mondo». Comunque, aggiunge, «non ho tutelato solo gli interessi del Nord, ma anche quelli dei napoletani che altrimenti avrebbero dovuto pagare in bolletta lo smaltimento dei rifiuti resi speciali nell’interesse della camorra e della ‘ndrangheta». «A meno di due settimane da Pontida sono abbastanza soddisfatto – dice -, ma faremo il punto ogni 15 giorni da qui a fine anno. Se una delle nostre richieste salta volano le sedie».

In particolare, se nel decreto non ci sarà la diminuzione delle missioni militari «non solo voleranno le sedie, ma la Lega nemmeno lo vota nè in consiglio dei ministri nè in Parlamento. Ma al di là delle missioni – conclude – ne ho piene le balle di un esecutivo che agisce in difensiva: voglio un governo d’attacco altrimenti non sono più interessato»

In Campania Caldoro cavalca le dichiarazioni di Napolitano: «Condivido le parole del Capo dello Stato, c’è bisogno di iniziative più forti per la situazione di crisi difficile e dura. Ci vogliono provvedimenti risolutivi – ha aggiunto Caldoro – e il governo credo fara di più, viste le dichiarazioni. Questa è la prima risposta, quella che mi convince di più è quella di maggiori poteri per aprire discariche. È opportuno che la provincia di Napoli abbia le sue discariche, in attesa del ciclo completo con la realizzazione dei termovalorizzatori».

Accordo con la Liguria. Ma le regioni non confinanti non sembrano tener conto dei diktat leghisti. «Un primo nulla osta per il trasferimento di circa 20 mila tonnellate di rifiuti campani al di fuori della regione è giunto stamattina dalla Liguria». Lo conferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che annuncia: «da altre 7 regioni si attende un analogo nulla osta per avviare i trasferimenti in altri 16 impianti fuori dalla Campania, in base alle intese che sono state già raggiunte a livello di enti locali preposti allo smaltimento dei rifiuti».

«Cominciano quindi ad arrivare le prime risposte positive del lavoro avviato dalla Campania e dal Ministero dell’ambiente subito dopo l’emanazione del decreto governativo, che non rappresenta da solo, come si è sempre detto, la soluzione per il problema, ma consente di superare la criticità attuale», prosegue il ministro, secondo il quale «il nodo da sciogliere resta l’attivazione di un corretto ciclo dei rifiuti per il quale esistono risorse adeguate e sono stati conferiti poteri commissariali appropriati per velocizzare le procedure e per la individuazione delle discariche da attivare nella more dell’avvio degli impianti».

«L’alternativa a ciò che è stato fatto finora dal Governo era solo una nuova dichiarazione di stato d’emergenza. Una soluzione che, oltre a trovare seri ostacoli a livello europeo, avrebbe segnato una nuova inaccettabile sconfitta per la classe dirigente campana a tutti i livelli. Napoli e la Campania devono invece dimostrare, con tutto il sostegno del Governo, di essere in grado di affrontare, e finalmente risolvere, il problema», conclude Prestigiacomo.

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