Il n.1 di Al Qaeda avrebbe vissuto l’ultima parte della sua vita tra miseria e solitudine: “per vivere vendeva collanine”

Osama Bin Laden

Osama Bin Laden ha vissuto l’ultima parte della sua vita in uno stato, se non di povertà, di estrema frugalità, assistito nelle cose pratiche dai suoi collaboratori, sganciato dalle nuove generazioni e costretto – seppur indirettamente – a vendere collanine per campare.

È questa la figura del leader di Al Qaida che emerge da fonti di intelligence americane e pakistane citate dai giornali Usa della catena McClatchy (Philadelphia Enquirer, St Paul Pioneer Press, San Jose Mercury News e altri). In un servizio da Abbottabad, i quotidiani, citando fonti dei servizi segreti, rivelano che, a giudicare dalle bollette della luce, del gas e di altre spese quotidiane sostenute nel compound di Abbottabad, Bin Laden viveva praticamente in povertà: 18 dollari al mese per il gas, 80 dollari per l’energia elettrica, spese minori per comperare lenticchie e riso.

Dato che nell’edificio di Abbottabad vivevano con lui quasi trenta persone, gli uomini dell’intelligence sono giunti alla conclusione che Bin Laden avesse problemi econimici. Dal materiale è emerso, per esempio, che i suoi collaboratori vendevano anelli e collanine per racimolare un po’ di denaro. Niente di particolarmente prezioso: tra i 1.500 e i 2000 dollari per un completo di anello-orecchini-collana. La polizia ha trovato ricevute di commerci fatti dai “corrieri” di Bin Laden in diversi negozi della regione.

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