Salta il passaggio al “terzo polo”. Il conduttore: l’accordo era stato già raggiunto, vanificato senza motivo”

Michele Santoro

Telecom Italia Media, editore de La7, ha interrotto le trattative con Michele Santoro. Lo si legge in una nota in cui si parla di «inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore». Il titolo di Ti Media scivola in Borsa dopo l’annuncio, con un – 3,9% a 0,21 euro.

Santoro: l’accordo era chiuso, vanificato senza motivo. «Siamo di fronte ad una nuova, eloquente ed inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse. Un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale – afferma in una nota Michele Santoro – Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta».

«Improvvisamente – sostiene Santoro – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione. Ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia. Perchè hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?. Per tornare a crescere l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia».

«La notizia del mancato accordo tra Santoro e La7 è la conferma che il regime berlusconiano sta vivendo gli ultimi pericolosi colpi di coda. È chiaro a tutti che l’editto bulgaro emanato dal presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come Annozero non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset – dice il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando – Questa decisione colpisce tutti i cittadini, che vengono privati di una voce libera come quella di Michele Santoro, e calpesta definitivamente l’articolo 21 della Costituzione. Siamo in presenza di un vero e proprio vulnus della democrazia. A questo punto, il dg della Rai, Lorenza Lei, e i vertici dell’azienda pubblica non hanno più alibi: Michele Santoro e la sua redazione sono ancora disponibili a tornare in Rai. Gli oltre 8 milioni di telespettatori meritano rispetto e aspettano un segnale dalla dirigenza. Lorenza Lei dimostri che non ha nulla a che fare con la lobby piduista di Bisignani».

Intanto Lucia Annunziata lascia il suo programma in Rai, In mezz’ora, in polemica con il direttore di Rai3 Paolo Ruffini: «Le mie dimissioni sono definitive». Lucia Annunziata le ha presentate al direttore generale Lorenza Lei.

«Il direttore Paolo Ruffini – spiega Lucia Annunziata – lunedì 27 ha comunicato di ritenere impossibile continuare a lavorare con me dopo la mia intervista al Messaggero ed ha chiesto alla Rai la possibilità di trasferirmi su altre reti. Ho preso atto – aggiunge – ed ho presentato questa mattina le mie dimissioni al direttore generale Lorenza Lei. Il dg mi ha chiesto se poteva trovare altre strade. Ho detto no, le mie dimissioni sono definitive».

Paolo Ruffini aveva risposto a Lucia Annunziata definendo una stupidata parlare di piccole mafie a Raitre: «Se ha parlato di piccole mafie ha detto una grande stupidata – aveva detto Ruffini a 24 mattino – Lucia sa benissimo che il suo programma è in palinsesto, al suo programma voglio bene perchè ha dato prestigio alla rete. Il termine mafie è proprio una stupidata».

Già alla presentazione dei palinsesti c’era stato uno scontro tra Ruffini e Annunziata, per l’assenza del suo programma dalla cartellina dei palinsesti autunnali che però il direttore aveva giustificato come un errore di stampa. La giornalista aveva lasciato comunque la serata. Al momento l’addio alla Rai non prevederebbe un nuovo contratto con altra emittente.

Ruffini: «La sua decisione di dimettersi dalla Rai è un atto unilaterale a seguito di una polemica unilaterale e di affermazioni offensive che non intendo commentare anche perchè si commentano da sole. L’unica cosa che posso fare, e che ho fatto anche nell’ultima riunione del comitato editoriale del 27 giugno, è prenderne atto – dice il direttore di Rai3 – In una lunga intervista (mai smentita) Lucia Annunziata, che fino al giorno prima aveva concordato le innovazioni da apportare al suo programma, previsto in onda dall’11 settembre e presente nel filmato aziendale presentato agli investitori pubblicitari, ha pubblicamente affermato di non voler più lavorare a Rai3 accusando la rete di “cose che proprio non vanno, piccole mafie, rapporti non chiari, privilegi attribuiti non secondo il merito”, e dichiarando di “non volere più avere a che fare” con le persone che vi lavorano».

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