Il Capo dello Stato: “Serve responsabilità, c’è un monito della Commissione, occorre tenerne conto”

Giorgio Napolitano

«Non c’è dubbio che oggi ciascuno si prende le sue responsabilità per il domani». Giorgio Napolitano fa sentire la sua voce sulla manovra da Oxford, dove riceve una laurea honoris causa con una motivazione che pare ritagliata sui difficili tempi d’oggi, cui si richiamano tutti messaggi d’augurio per i suoi 86 anni: «Poichè è rimasto impassibile, corretto e incorruttibile, per quanto critiche le circostanze; poichè ha guidato i suoi compatrioti – è quanto ricorda l’Università britannica nel conferire il titolo al Capo dello Stato – con mano equilibrata».

Anche Umberto Bossi parla di manovra e anche oggi il leader della Lega marca la posizione del Carroccio, dopo il vertice di maggioranza di ieri con Tremonti e alla vigilia del Consiglio dei ministri di domani che dovrà varare manovra e delega fiscale. Ma dove non compare all’ordine del giorno il decreto sull’emergenza rifiuti, al quale la Lega è nettamente contraria. «Stiamo scrivendo gli emendamenti», dice il Senatur riferendosi all’altrettanto delicato capitolo delle pensioni.

Fabrizio Cicchitto invita a serrare i ranghi: «Ovviamente il sostegno ad Alfano è molto più vasto di quello espresso dai ministri che hanno firmato ieri una risposta a Claudio Scajola. Comunque questo non è il momento delle polemiche», dice il capogruppo Pdl alla Camera.

In una giornata festiva, nella Capitale, la maggioranza fa i conti con i numeri in Aula e segna un doppio passo falso nella prima votazione sullo stralcio delle norme alla legge Comunitaria. Il che consiglia alla ripresa una massiccia presenza anche sui banchi del governo, ministro delle Riforme compreso. Silvio Berlusconi è Palazzo Chigi, dove fra l’altro riceve il comandante generale della Gdf, esprimendo stima, apprezzamento e gratitudine per l’azione delle Fiamme Gialle.

Visita istituzionale, in sede istituzionale, alla presenza del sottosegretario Letta, ma parole significative in giornate segnate dal caso P4. Dove, sempre a proposito di Lega, Bossi esce dalla posizione di attesa e accenna che il Carroccio potrebbe votare a favore dell’autorizzazione all’arresto del deputato Pdl Papa.

Non solo, varca la soglia di Palazzo Chigi anche il Governatore della Banca d’Italia, e numero uno della Bce in pectore, Mario Draghi. Antonio Di Pietro porta alla ribalta un aspetto della manovra «che nulla ha a che vedere con la quadratura dei conti», dice anche a Bruxelles riferendosi al processo breve, «l’ennesima legge ad personam, nonostante 27 milioni di cittadini abbiano detto chiaramente di non volerne più sapere».

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